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Poesie di Angela Mori

Poetessa e scrittrice, nato a CATANIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI
Sa volare il potere,
galoppare e sterrare,
nuotare e trainare.
Nelle vene sa scorrere
come fiume in piena
che sfocia nell'infinito.
Oh, non è altro che sete il potere
è fame, il potere!
Non è che brama,
pazzia che gusta solo di felicità.
Aride le bocche inseguono
quella linfa che da gloria
e procura invidie,
ansiose le mani cercano,
vertice di fama e celebrità.
Amano il potere
e l'esultanza sta lì,
nel non saperlo contenere:
più se ne ha, più se ne vuole!
Il potere è come acqua di mare,
sale che non sazia
goccia di dannato miele,
ambrosia di dei,
nettare infernale.
Esso è come una donna,
come una vergine di sconfinate grazie
da possedere.
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Le stagioni dell'amore

    Due contadini,
    Un uomo e una donna,
    Tra la natura;
    Spalle curve e testa china,
    Sui campi delle stagioni.
    Primavera, estate, autunno e inverno,
    Riposano dopo pranzo,
    Sotto la stessa quercia,
    Dove baci del primo amore,
    Ardevano sulle labbra,
    Rosate come boccioli,
    Appena fioriti in primavera,
    Dove promessa mantenuta fu data,
    Dove età avvizziva lenta,
    I volti, ora gracili e rugosi,
    Bruciati dal sole
    Che come in estate incendia campi.
    I capelli,
    Un tempo oro come grano,
    Folti come fronde rigogliose,
    Ora, bianchi come neve d'inverno,
    Esigui come i giorni restanti,
    Dove nel grigio d'autunno
    Gemono come foglie al vento,
    I ricordi,
    Due persone,
    Donna e uomo,
    Sempre sulla stessa via.
    all'orizzonte il riposo,
    Nella stessa cascina dal tetto cremisi,
    La sera cinta,
    Del cinerino fumo di un camino.
    Quattro stagioni,
    Due persone,
    Un solo eterno amore,
    Per la vita intera.
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      Scritta da: ANGELIKA MORI
      Che cosa andiamo cercando,
      Esuli consunti e bisognosi
      Di un qualcosa di cui,
      Non conosciamo neppure il nome?
      Deportati dall'aspirazione,
      Incatenati e schiavi di essa,
      Ricercatori assiomatici universali,
      Di poca, salda certezza.
      Noi erranti nella strada maestra,
      Mai contenti della vita stessa,
      Senza rese cui poter rinunciare,
      Morsi dai vizi che servitù non arresta,
      E abbigliati di sogni illogici,
      Di fama d'amore e d'immortale giovinezza.
      Noi poeti tormentati e infiniti,
      Autodistrutti da un male privo di nome,
      Morti ancor prima dei nostri folli abbagli,
      E delle nostre nefaste verità.
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        Scritta da: ANGELIKA MORI
        Ti raggiungerei
        Tra verdi colli,
        E foglie d'ocra,
        Che formano boschi
        Smorte le mani
        Rallentano sul volante
        Mentre l'autostrada corre
        E come bambina
        Mi sento...
        Giocare con te
        Letizia del cuore acerbo,
        Sul corpo che prospera e osteggia.
        Verrei da te,
        Nella terra che il tuo mondo recinta,
        Bacerei te,
        Che natura rese perfetto,
        Sposerei il tuo nome,
        Ora che come donna mi sento.
        Amerei te,
        Con la passione femminile,
        E vivrei di te,
        Come l'eterno vive,
        Tra le onde del mare.
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