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Poesie di Angela Mori

Poetessa e scrittrice, nato a CATANIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI

Capriccio d'estate

Chiudete la porta,
lasciate dentro il fragore,
del russare di corpi stanchi.
Dalla mente se riuscite,
cancellate ogni reminiscenza,
alla luce del mattino, uscite,
stanca e guastata,
dalla notte che passaste.
Adesso resta solo dormire.
Giocondità visse poche ore,
ma vivrà immortali giorni,
non si scorda in pochi attimi,
ciò che non si rinverrà mai più.
Tracannavano le bocche avide,
come cuccioli dal petto di madre,
mangiavano come fiere,
ogni virtù che offriste,
e cantavano con voi liberate,
nello strepito dell'eccitazione.
Posata la chitarra,
la musica è finita,
l'ultimo sorso stillato,
la fatica ora giunge.
Indossate i vestiti vostri,
ora ignuda non stiate,
mentre la testa ancora rotea,
ravveduta, che pensate?
Nubile e pulita acceduta,
ma signora sporca uscita,
l'alcol che leva ogni virtù,
mi scortò nell'inferno del piacere,
l'acqua la vergogna non abolirà,
e la sfrenatezza di stanotte,
per l'anima mia rimarrà reato.
Il rammarico non darà pace,
froderò l'innamorato prossimo,
e altri conquistati a venire,
le compagne e le sorelle,
la madre e i vicini,
per avere in notte d'estate,
trasgredito con desiderio,
alle ferree ma rette norme
dell'onesto lecito vivere.
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Voglio vita

    Ho camminato troppo ma sento che non è tanto...
    voglio farlo ancora!
    Ho amato troppo ma sento che non basta.
    Voglio amare ancora.
    Ho visto tanto
    ma voglio di più!
    Voglio ridere e piangere
    gioire e soffrire
    voglio semplici sogni di bambina
    e razionali ragionamenti di donna.
    Voglio rimproveri e lodi
    mari e monti,
    applausi e schiaffi,
    amici e conoscenti,
    luce e buio.
    Io amo la mia vita
    così com'è
    e voglio viverla al meglio.
    Sempre
    anche se non è per sempre.
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      Il suono dell'incanto

      Sussulto e delizia,
      Stupore allo scontro
      Nell'anima mia e del mio silenzio.
      Meraviglia in frantumi
      Come lapilli al suolo,
      Da cuoi s'aprono boccioli
      O volo di passero
      Che taglia il cielo scuro,
      Liberando il sole e creando il giorno.
      Arpa fatata nel vuoto,
      Uragano nel querceto
      Petardo in città che dorme
      Sento il sapore dell'anima tua
      Voce senza presenza!
      Di quale rosso è la sfumatura
      Delle labbra che ti emettono?
      Ti sento e non vedo
      La modernità ha ideato
      Un indiscreto incanto.
      Tu sei corpo al mio intelletto
      E non massa al mio occhio,
      Sospiro senza vento,
      Luce senza bagliore
      E suono che giunge al cuore,
      Al mio allettato orecchio
      E non al mio sconfortato sguardo.
      Composta mercoledì 28 gennaio 2015
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        Donna Poeta

        Apoteosi di bellezza
        Nelle mie vene scorreva,
        anche se dolore mi rattristiva
        Negli occhi che struggevano fatica,
        Nelle orecchie che udivano livore,
        Le spalle che pativano,
        Sogghigni di perfide iene,
        Che nella bile ora annaspano.
        Mi definivano alienata da sempre,
        Mi desinavano la carne,
        Nell'irrequietezza che mi rodeva,
        Ma ora non odo affronti,
        Sto tranquilla e compiaccio,
        Nel vedere indispettiti i loro volti,
        Mentre a testa alta avanzo,
        E narro i miei versi,
        Accompagnati dal pianto,
        Che non è sinonimo di follia,
        Ma di ottenuto coraggio,
        Che si scioglie come burro,
        E ammorbidisce la mia strada,
        Mentre le mani di chi mi amo stringo,
        E forza mi danno.
        Quella bambina attonita,
        Che sola stava e non parlava,
        Quella ragazzina strana,
        Che pensieri volgeva ai sogni,
        E splendore trovava in ogni luogo,
        Quella ragazza stramba,
        Che amore per uomo non aveva,
        E oltre lo sguardo volgeva,
        Quella creatura astrusa,
        Che leggeva e scriveva,
        Ora non è solo donna divenuta,
        Ora è POETA!
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          Scritta da: ANGELIKA MORI
          Dalla tua massa provocante
          lento velours cade spogliandola;
          seta sotto l'incanto è ora svelata.
          Enigma tra il paesaggio, che natura crea
          dove hai i colori della terra scura?
          Nella tua chioma si rivive il sentiero
          e l'ascesa è solo il cielo azzurro,
          che ricade come frammento di stella
          nei tuoi occhi lucenti.
          Bianco della neve sulle tue spalle,
          onde s'incurvano sul tuo seno,
          mentre danzi tra esse.
          Bellezza nuda che non bramo ma venero,
          quel rubino vermiglio che amanti baciano
          è la tua bocca!
          Mani più leggiadre delle ali di colomba
          e tutta risplende,
          sotto l'ombra delle fronde,
          dove alte cime hanno protetto
          tutto l'incanto del lago.
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