Poesie di Angela Mori

Poetessa e scrittrice, nato a CATANIA (Italia)
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Scritta da: ANGELIKA MORI
Avvampano le gote
il caldo pervade,
maligni mi sfiorano
mentre smarrisco virtù,
inspirando effluvio,
di dame argentee.
Tra psichedelici bagliori
la fiaccola della logica si smorza,
sotto i piedi,
sisma tuona in spirale.
Fuliggine vicino e voci lontane,
sconnesso turbamento,
scruto ciò che non avevo mai veduto
dagli occhi bendati dalla ragione,
l'occultato mistero
dietro lastra ora mi appare,
di nero ammantato,
con occhi assenti,
m'indaga.
Vedo ciò che non c'era.
Mi abbandono placidamente
a infermità della mente,
intanto che gira il mondo fluttuante.
Con la percezione di sommergere
per poi librami in etere
odo canti africani
tamburi e anatemi arcani
si propagano confusi,
intanto che negromanti e stregoni,
volteggiano intorno,
come dannati.
Gola arida,
cuore che imperversa,
sintomo distruttivo,
d'oblio stupefacente.
Ora sull'uscio,
pioggia che bagna,
lava via lacrime e sorrisi
dell'estrema follia.
I tuoi passi più vicini,
la fredda mano tua che mi sfiora,
e tra la tua veste mi perdo per sempre;
così in un angolo perisce,
la mia eternità fallita.
Angela Mori
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Il bambino

    Da solo giocava,
    il bambino dal mondo dentro,
    da solo parlava,
    a chi non sa ascoltare,
    solo lui rideva,
    di risate non capite
    era solo lui,
    con la sua ignota pena...
    Il suo gioco durerà la sua vita intera,
    non tramonterà, ne sciuperà
    la sua innocente anima,
    ma muterà, solo il suo corpo.
    Che importa a quel bambino infinito
    se la gente di lui ha compassione?
    Lui gioisce, parla e gioca da solo,
    tra gli altri che fioriranno,
    effimeri fanciulli che
    diventeranno uomini;
    in lui invece si mostra il dono dell'infanzia,
    Per sempre.
    Angela Mori
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      Il giardino

      L'oleandro velenoso intrecciato alle tue dita,
      la regina dei fiori, cagiona la mia invidia
      petali bianchi di margherita
      si scompigliano anelando la tua cura;
      torso bronzeo tra quel verde
      che concilia ai tuoi occhi,
      tra l'avvenenza ed il mistero
      come nera pantera ti destri
      non ti accorgi che dall'alto,
      freme la mia brama.
      Spine scure le tue ciglia,
      la tua fronte celata da dorate foglie
      arbusti vivaci non temi
      affonda il tuo piede nella terra annaffiata
      la mano si unge di sudore e pantano
      e quel'arma innocente diventa tutt'una ad essa.
      Svestito al sole che risplende
      sulla tua rovente pelle
      stille di sudore non tengono pudore
      e tra gli incavi delle tue grazie,
      scorrono maliziose
      mentre dai vita a ciò che non c'era,
      vigore a ciò che è,
      speranza a ciò che sarà...
      Il balcone della brama
      cela il paonazzo del mio volto,
      la sgomento, la malizia e la vergogna...
      solo il mio sogno resterà incolto!
      Angela Mori
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        La passione di cappucetto rosso

        La passione di cappuccetto rosso.
        L'ho voluto io quest'incubo,
        cercandoti tra i fitti tralci di un bosco,
        intrecciati e umidi di bruma
        nel tetro della notte.
        Li ho voluti io quei graffi sulla pelle,
        con spine di cupe rose
        e foglie putride e ingiallite,
        sotto la vecchia faccia della signora in cielo,
        che spiava gelosa ogni respiro.
        Ho corso a lungo,
        seguendo il tuo ululato,
        Forte da graffiar l'udito...
        Ho voluto togliermi di dosso
        la seta di un rosso mantello,
        sporcar di rossetto la tua bocca,
        lambire cosi l inferno,
        farmi posseder dal vento
        che bruciava dentro te.
        Ho cercato e voluto
        i tuoi palmi forti su di me,
        Il tuo sapore d odio e rabbia,
        ho voluto sdraiarmi su pozze di fango,
        contaminare il mio corpo con il tuo
        ho voluto amarti in nemesi di gioia,
        in quella notte di smania e trasgressione,
        tra le creature che popolano gli incubi,
        con te che corrodi il mio cuore
        e ti nutri del mio dolore.
        Angela Mori
        Composta venerdì 26 luglio 2013
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