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Poesie di Angela Mori

Poetessa e scrittrice, nato a CATANIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI
Fermo il suo sguardo, come non vedesse
Nella mano tremante,
Il suo supporto di legno come
Gamba finta lo sorregge...
Stretto in quel cappotto che sa di morte
E odora di conservante,
Il passo lento d animale ferito
Il grigio ormai esiguo dei suoi capelli
Si scompiglia al freddo vento di dicembre.
Cammina il vecchio incontro a un altro Natale
Con l'ansia e il timore
Che sia l'ultimo a vedere
Con i pensieri a bambino
Ripercorre la sua lontana infanzia
Il ricordo dell'antica gioia
Preludio di feste sante
Nessuna lacrima dai rugosi occhi scende,
Il cuore batte lento pero batte più forte
Ancora poca passi e sull'uscio di casa
Il nipote più paffuto e giovane l attende
... ride il vecchio tra gli incavi dei suoi anni.
E il freddo di dicembre
Non fu mai più dolce.
ANGELA MORI.
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    Scritta da: ANGELIKA MORI
    Fermati tempo in quel sorriso,
    di quei baci a seguire
    non voglio sentir sapore,
    bloccati, un attimo prima dell'amore,
    un solo eterno battito del cuore,
    è ciò che voglio udire...
    Frenati tempo,
    In quelle foglie alzate dal vento,
    In quel rosso, freddo tramonto
    Non farmi morir di lui,
    l'interprete dei miei pensieri
    blocca la sua voce in quel ultimo "ti amo"
    e poi spazza via da me,
    ogni suo singolo ricordo.
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      Catania bambina

      Bambina che di mattina corri,
      Con i tuoi limoni in mano,
      Che vendi al mercato,
      E ti riposi sotto l’arco che ti agghinda,
      Poi fissi l’Etna,
      Che il continente ci invidia,
      Incantata dallo splendore,
      Della sua sontuosità.
      Giovane che al tramonto scendi al litorale,
      Dove si librano in cielo limpido,
      Le tue alate creature,
      Dove bagni i tuoi piedi ambrati,
      Nella tiepida spuma.
      Fanciulla dalla bellezza bruna,
      Dalle mani valorose,
      Che effigiarono i potenti romani,
      I greci, gli spagnoli,
      Che i normanni ammaliasti
      Soggiogati dalla tua avvenenza,
      Che cantarono poeti stranieri,
      E in cui vi nacquero, illustri artisti.
      Catania bimba che cade,
      Si rialza con la forza dell’amore,
      Catania giovane sirena,
      E aggraziata popolana.
      Arriva la notte e più dolce mi appari,
      Mentre il sole stanco,
      Che scaldò le acque dei tuoi mari,
      Si spegne dentro essi.
      Catania bimba che ora dorme,
      Cullata sotto la luna,
      Dalle scure onde.
      Catania che cresce a ogni alba,
      E di magnificenza s’ingrandisce.
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        Il rubacuori

        Egli preferisce grazia inviolata,
        Creatura quieta e ubbidiente,
        Che si elargisce scoprendo
        Ogni suo spazio,
        Con turbata malizia.
        Egli non avversa,
        Grazia alcuna,
        Purché ardua non sia conquista,
        L'essere gentil sesso,
        Che non si contrasta,
        Al cavaliere o al predatore.
        Egli bramerebbe,
        Di espugnare la sua anima,
        Liberandone le doti velate;
        Virtù che innate,
        Possano saziare la sua sete,
        D'amore e di passione.
        Solo in seguito
        Che l'avrà posseduta
        Si tedierà di essa.
        La ricerca di una novella realtà,
        Sarà l'evento da fondare,
        Che brulicherà la sua mente,
        Fino alla nuova,
        Frizzante conquista.
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