Scritta da: Andrea Schinardi

Lei, Una Naturale Attrazione

Tanto sì attesa da umani occhi, per contemplar di Lei beltà, che Terra, di sé consapevole, di mantello cinge corpo sì che ombra di luce Sole le stenda buio a calar sipario.

Del moto che di Terra ne fa vita, e che marea sancisce pendolo a figurar tempo, Lei ne fa necessità e, come Dea bendata, sceglie rischio d´istinto orbita a schernir mondo.

Rossa d´affanno, che anima traduce inganno, Lei avverte Via che Sole antico, Padre, le donò a privilegio sì che di Terra diventasse complice.

Terra, ignara che mantello resti ombra di luce Sole, per suo cammin, come a scostar tenda che di scena rivela atto, dona vista e stupor ad umani occhi sì che il contemplar di Lei possa, in divenir, esser spettacolo.

Del moto che di Terra ne fa vita, e che marea sancisce pendolo a figurar tempo, Lei ne fa necessità e, come Dea, riprende orbita d´infanzia che ellittica la eleva a Principessa sì che umani sogni, di Lei fatti, di Lei ricordino Amor.
Andrea Schinardi
Composta mercoledì 15 giugno 2011
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    Scritta da: Andrea Schinardi

    Coperta d'amare

    Ombra, in resister luce, insisteva sottesa in cono d'uscio aperto, di cui presa ferma su maniglia, come timoniere la randa, ponea governo sì che gioco fosse fermo.
    Attesa, di prezioso gusto, elencava in luce profondità di stanza da pavimento a letto.
    Mare a raggiunger battigia, che indugio d'ombra disegnava coperta, a lui dava tempo di scriver versi di cui solo cura d'occhi provvedeva ricordar senza azzardo di scrittura.
    Coperta mare, a divenir di schiuma lenzuolo, come onda prima d'infrangersi, mirava a schiena nuda d'argento e linea di seduzione accompagnava sguardo da nuca a reni dove Arte natura posa indici, giocando, sì che di fossette resti ricordo.
    Geloso dei suoi occhi, a saper di Lei il nudo sonno, come a completare quadro, indugia sui capelli, il profilo del viso e poi il solco d'anca, in accenno, che di ginocchio suggerisce richiamo a seno.
    Ombra, di preziosa attesa in elencar luce di Lei il nudo, parea non donar colore sì che argento, del quadro, fosse dono ed opera.
    Mano, di poeta scrittura, dell'uscio governava spiraglio che coperta restasse mare.
    Occhi, di marinaio timone, d'argento ombra scrivevano strofe sì che sonno restasse nudo.
    Andrea Schinardi
    Composta lunedì 8 agosto 2011
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