Poesie di Andrea Arcari

Studente, nato mercoledì 23 giugno 1993 a Roma (Italia)

Scritta da: Onarts

Umori

Alba

Luce del sole graffiante,
rasoio sulle lese pupille,
riveste, velo incantato,
l'arida pianura sterminata
mentre il cielo
versa lacrime aride
sul prato riarso
della secca landa desolata,
cicatrice delle montagne.

Tramonto

L'Astro di sangue
afflitto e languido
divora il cuore
dei suoi stanchi spettatori,
fame insaziabile d'amore
di rari elitari sognatori
e pochi empatici dannati,
madre cagionevole
nel sudario di vento.

Crepuscolo

Bacio proibito
e succo aspro,
umida libidine
nel tuo misterioso
abbraccio occulto
ascolti il canto ubriaco
dei tuoi anonimi sacerdoti,
attendendo il sorriso
della tua gemella.

Notte

La luna
occhio furioso
degli Dei scesi in terra
ha scavato nei miei ricordi
scovando il giardino segreto
in cui solevo destarmi
dal sogno della vita.
Anche le sue labbra
sanno venerare
con acceso calore,
ma la sua veemenza
è versata come sacrificio
al firmamento celeste,
prostrato dinnanzi all'infinito.
Andrea Arcari
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    Scritta da: Onarts

    Blu Profondo

    Blu profondo,
    sfiori l'anima,
    amplesso soave
    e il mondo intero
    è la tua lacrima
    e noi stessi
    ogni suo fragile frammento.
    Nella gioia e nella pena
    permani inesorabile
    come l'oceano
    al volgersi della notte
    mentre noi immersi
    sprofondiamo nel tuo
    cupo abbraccio materno.
    Blu profondo
    come l'aria invernale
    come il cielo dormiente
    sei il respiro
    di ogni vita alienata
    dal tempo stesso,
    gelida uniforme disadorna
    dei nostri futili
    sogni ingenui.
    Andrea Arcari
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      Scritta da: Onarts

      Ricordi

      Morirei per te?
      No, ma ti ruberei un bacio
      come un ladro di sogni
      che sfugge alla realtà
      attraverso la tua intensa enfasi
      guardando la luce di Dio
      dormire fra i lineamenti indistinti
      del tuo viso bianco,
      stanco, come il viso d'una Ancella
      al pluriennale raccolto.

      Non morirei
      per le tue ingenue promesse,
      per le tue parole leggere
      che arresero la mia coscienza
      anni fa,
      ti chiamerei lontano
      in una visione
      tra la pesante nebbia dei ricordi
      e ti amerei.
      Andrea Arcari
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        Scritta da: Onarts

        Svanire

        Non volgere il tuo sguardo
        ai miei occhi spenti,
        quando ciechi
        volgeranno verso l'infinito
        persi e privi di memoria,
        se il tuo desiderio
        non sia che altrimenti
        di me, e di quei vitrei globi
        pieni di abbandono,
        resti solo polvere e pena.
        Con la tua fragile mano,
        caldo fiore estivo,
        sfiora invece
        il mio volto immobile
        come se fosse tuo
        e dimenticami ancora.
        Andrea Arcari
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