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Poesie di Alido Ramacciani

Autoriparatore, nato lunedì 3 marzo 1952 a Viterbo (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo e in Racconti.

Scritta da: Alido Ramacciani

Tu Mamma

Sono arrivato perché mi hai voluto tu
vivo perché ci se tu
tu mi hai insegnato a camminare
la mia strada l'hai costruita tu
rido perché ci sei tu
sono felice perché ci sei tu
amo perché ci sei tu
godo dei miei sogni perché ci sei tu
il mio arcobaleno l'hai colorato tu
tu mi hai insegnato a volare
il mio paracadute sei tu
tu hai curato le mie ferite
tu sei partecipe delle mie libertà
tu mi hai difeso dalle mie sofferenze
tu mi hai regalato le tue virtù
nel buio mi sono perso
non sono riuscito a proteggerti dal tuo dolore
ne sono stato partecipe
ma non ne ero pronto
mi ha travolto senza speranza
perdonami
non ho saputo guidarti
sulla strada che mi avevi costruito tu
piango perché non ci sei più tu.
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    Scritta da: Alido Ramacciani

    Amore Dolore

    Dolore, non chiedermi perché
    perché, o per cosa
    non ti sento
    gela la tua voce
    non venire, non chiamarmi
    io non salirò
    cos'è il dolore
    forse io lo so
    la testa vuota, senza prospettive
    il pensiero su qualcosa che non mi appartiene

    uomo rassegnati
    non l'hai costruito tu
    non avere l'arroganza
    di sentirtene partecipe,
    lasciati la dignità, non inseguire i fantasmi,
    quel'amore, che tanto hai aspettato
    qualcuno te lo ha rubato
    non sentirti senza colpe
    tu non sei perfetto
    un giorno l'hai fatto anche tu
    anche se la tua porta
    era piena di luce
    anche di notte senza luna,
    non tutti amano la luna
    lei nasconde,
    il sudore bacia il sole
    non pensare sia una soluzione
    al dolore non c'è soluzione
    non umiliarti
    non sarà la tua salvezza
    quel viso sorridente illuminato
    non ti appartiene
    non lo potrai mai comprare
    non ci sono prestiti per questo
    ti può solo essere regalato
    non è questo
    non è quello
    noi siamo così
    tu non sei diverso
    i tuoi occhi sono solo occhi
    se non comunicano con il cuore
    ci sono tanti modi per soffrire
    ma non è giusto farlo
    per avere qualcosa che non avrai mai
    l'amore non lo puoi comprare
    è un regalo
    per te non è Natale
    l'albero ce l'hai, ma la suo ombra
    ti toglierà la luce
    stacca quella spina
    o avrai un corto circuito,
    il sovraccarico, è un suicidio
    piano piano morirai
    sarà il tuo modo
    la tua illusione.
    Della tua libertà,
    non ne sarai mai padrone,
    è un regalo che nessuno ti farà,
    lasciati vivere
    qualcuno si accorgerà dite
    quando sarai incatenato
    ad un'agonia irreversibile
    forze,
    o forse no,
    ma il dolore non ti farà sconti.
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      Scritta da: Alido Ramacciani

      Carcere

      File di cancelli stridenti
      un labirinto di crac
      si perdeva il filo di Arianna
      si perdeva il filo delle vite
      storie non storie
      impossibilità perdita di controllo
      realtà, menzogna, confusione
      brandelli di dolore
      punizione, follia della pena
      l'uomo solo, cella liscia
      suicidio omicidio
      stagnava nell'aria
      sangue e botte
      ascoltavo "tenebre"
      qualcosa che ci apparteneva
      nati male
      nati lontano
      nati nelle cosche
      le mura, le sbarre
      l'uomo blindato
      conteneva il lato oscuro della mente
      nelle punte, sfioravo quelle realtà
      un rapido sguardo
      prescrizioni
      è ciò che posso
      quasi ti scusavi
      se potete
      fugate con la mente il carcere
      protetta non protetta varcavi i cancelli
      chiusa in un lieve dolore
      stavi al gioco
      le grate non permettevano
      carcere
      per caso ci incontrasti
      lo sguardo dell'amore della gioventù
      lacrime di pioggia
      non potevi dirgli che soffrivi
      lacrime di tenerezza
      poteva darti solo una breve luce
      era dell'altra
      e il tuo cavaliere era del vento
      solo aria tra le mani
      carcere
      lacrime di resistenza che non piangevi
      tutto procede anche nel carcere
      un altro giro di danza
      un altro reclamavi
      prima che sia tardi.
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