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Scritta da: Alfredo Landi

Polvere di mare

Tutto vorrei poter rinchiudere tra queste mie braccia
ed evitarne la dispersione nell'infinito che ci circonda.
Conservare così sempre vivo e violento il sussulto di un bacio rubato
la domanda che non si osa pensare
l'atroce tormento della gelosia accusante.
Polvere di mare impastata con lacrime d'amore
formi castelli ove noi chiusi senza parlare.
Senza sperare quell'unico tocco alla porta che invece vorresti.
Non voltarmi le spalle proprio adesso
voglio dirti ancora quanto t'amo
usciamo all'aria pura e respiriamo... il mare!
Torno indietro nel tempo al giorno ch'è oggi
il telefono non ha più squillato. Eri tu?
Allora corro da te, veloce come una fitta al cuore.
Sicuro di giungere prima che si fermi,
lungo questa riva ove tu mi cingi col tuo sguardo e coi tuoi gesti.
La chiara spuma del mare ai nostri piedi
è altro segno dell'invidia che accende la tua bellezza
Lontano, il mare blu profondo
si chiude in un mutismo astratto, su se stesso.
Lontano invece, dove io non so guardare,
lì e lì solo le onde dei miei pensieri si infrangono
contro la barriera di corallo della tua ingenua purezza.
Calma, dopo la tempesta di luce,
ti lascia sola con la tua ombra.
Com'è dolce amore mio sentirti felice in quest'abbraccio
Come sei dentro di me tu
Com'è luce questo tuo sorriso
in questa aria tersa... e mesta
di maltempo... umano.
Composta mercoledì 19 marzo 2014
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