Scritta da: Alfonso Chiaromonte

Dopo

La bufera passò. La quercia annosa,
Squarciata dalle radiche sue forti,
Ora solleva i grandi rami torti
E aguzza la sua cima misteriosa.
Sembrava che giammai vi sia passato
L'uragano. Tranquilla è come prima.
Solo ricordo fra la fitta cima
Un ramoscello tenero schiantato.
Con le grandi ali illividite e aperte
Passò il dolore, sulla testa prona
Ti foggiò sulla fronte una corona
Di martirio, con le sue dita esperte.
Ma passata l'angoscia, il viso stanco
Si risolleva, si fa calmo il cuore
E sol rimane, a marchio del dolore,
qualche capello sulla fronte bianco.
Alfonso Chiaromonte
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    Scritta da: Alfonso Chiaromonte

    Niente riscalda più dell'amore

    Raffiche di vento,
    un brivido di freddo
    percorre le membra.
    Il cielo è cupo,
    l'aria infetta
    di morbo ferale
    sferza il volto
    trafigge il corpo.
    Caldo il cuore
    forte si spande,
    spruzza calore
    dai pori infuocati,
    s'infiamma il volto,
    il corpo è di fuoco,
    niente si teme
    anche se fuori
    natura ci porta
    freddi polari.
    Alfonso Chiaromonte
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      Scritta da: Alfonso Chiaromonte

      Tristezza

      I giorni sono lunghi a morire,
      le ore mi sembrano eterne,
      il sangue bollente s'è spento,
      anche il cuor mi palpita lento.

      Una voce lontana sussurra,
      portata sull'ali del vento:
      - Vieni, amore, ti aspetto.
      Il cuor mi si gonfia in petto.

      Oh! che pensieri, che gai ricordi!
      risvegliano in me la passione
      e baci carezze ed abbracci
      trasformano il corpo in setacci.

      Anch'essa illusione tramonta;
      sol resta compagna fedele
      del giorno l'ansia furente
      che su te mi vede fremente.

      Poi ancora la noia m'assale
      e mi vibra un colpo mortale,
      mi strugge, sconvolge e tormenta
      e con fantasmi il core spaventa.
      Alfonso Chiaromonte
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