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Scritta da: Alfonso Chiaromonte

Silenzio

Tacciono le labbra chiuse suggellate
da un arcano senso di mistero,
e, simili a corolle reclinate,
pallide e mute in un silenzio austero,
rinchiudono dentro la parola ardita,
l'enigma della morte e della vita.
Tacciono gli occhi ora chinati al suolo,
ora fissi in visione misteriosa,
ora seguenti delle nubi il volo,
ora vaganti incerti su ogni cosa.
Muti e freddi, così che sembrano spenti
occhi chiusi alla vita e ai viventi.
Ma l'animo d'amore alto favella
e ride e piange. Or folleggia or freme,
or canta la sua fede ardente e bella,
or sugli affanni tristemente geme
e con svariati accenti ad ora ad ora
un po' di ben dalla sua anima implora.
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    Scritta da: Alfonso Chiaromonte

    Verso l'amore

    Sento una musica: è il vento calmo.
    Si va
    nella quiete dell'aria, del cielo
    io e te, al timone di una goletta
    in un mare infinito
    là verso l'amore.
    Il faro radioso
    batte dritto e fiammante:
    ci dondola piano la goletta
    nell'acqua incolore.
    Percorre il tempo
    ritrova il sole e la luna
    boccheggia sotto i nostri occhi
    respira dolcemente
    e va
    rigonfia d'illusioni d'amore
    va al largo
    come il primo giorno
    forte e armoniosa.
    Un po' di pittura grigia appare
    si rigonfia il mare opaco
    la goletta sbanda
    e va.
    Una livida rabbia e triste angoscia
    ci turba il sangue
    la goletta s'agita furiosa
    e salda va.
    Stretti io e te,
    lo sguardo si sdraia nel cielo
    amore, come il mare, limpido spazio infinito.
    S'increspano le labbra
    ribolle il sangue.
    Sorride la goletta
    e dritta fila
    là verso l'amore.
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      Scritta da: Alfonso Chiaromonte

      Nostalgia

      Mi riporta la mente al passato,
      mi trascina seco lontano
      attraverso soavi ricordi.
      Una figura mi balza improvviso:
      ha negli occhi lucenti un sorriso,
      un tenero dolce sorriso.
      Soffia un soave alito fresco
      e al core giunge il sereno.
      Carezzo il visino e i capelli,
      nell'aria mi trema la mano.
      E nell'ombra mi porge tremanti,
      due petali rossi, olezzanti,
      due labbra carnose, cocenti,
      due morse che premono forte.
      È stanco il volto, è svagato,
      ma è quello che sempre ho sognato.
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