L'orologio di paura

sono passate da molto tempo
le una di mattina,
sono appena scoccate
le quattro di mattina.
Mi fa pena il mio corpo
che non riesce a riposare,
e la mia mente
che non riesce a pensare,
mi fa pena il mio cuore
che non riesce ad amare.
È proprio finito
il mio me stesso migliore.
Alexandre Cuissardes
Composta domenica 27 gennaio 2013
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    È lì da un po'

    Fumo
    o pasticca,
    delusione d'amore
    o l'errore di esistere.
    Un ago
    come un chiodo da croce
    conficcato nel braccio.
    Finalmente sei fermo
    la tua guerra è finita
    hai sconfitto te stesso,
    hai sconfitto la vita.
    Sei fermo per sempre
    con la schiena appoggiata
    alla parete dei graffi.
    Nomi e frasi
    o quei cuori trafitti,
    incisi
    con i ferri
    o i mattoni,
    con i vetri spaccati.
    I ti amo,
    ti odio,
    e quelle stupide date
    del siamo stati qui
    scritte con i carboni.
    C'è uno squarcio nel muro,
    nella parete di fronte,
    antica via di fuga
    forse breccia
    fatta per entrare,
    o semplice crollo,
    passo di luce
    e di freddo.
    Un solo buco nel muro
    tanti buchi nel piccolo braccio.
    C'è uno squarcio nel cuore,
    una storia e finita.
    C'è un graffio sul muro,
    una bestemmia alla vita.
    Alexandre Cuissardes
    Composta sabato 26 gennaio 2013
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      Assonnato in poltrona, poco prima del terremoto

      Passa la luce
      da finestre chiuse.
      Le tende si muovono
      è un vento che non sento.
      Sul soffitto un aquilone
      con le firme degli angeli.
      Uccelli di carta
      appesi a fili da pesca
      fingono di volare,
      sono arrivati dell'Africa
      con l'ultimo treno possibile.
      Il fratello dell'uccisa
      mi ronza intorno,
      è persona sguaiata,
      si è montato la testa,
      la sua testa rasata.
      Ha il cappellino all'indietro,
      per lui è l'ultima moda
      una stupida moda,
      che in realtà è sorpassata
      e si è fermata da lui proprio a fine carriera.
      Si è appollaiato sul mio ginocchio
      con le braccia si tiene le gambe
      e mi guarda ridendo,
      con la bocca stretta.
      Me lo scrollo di dosso,
      ma mi cade la gamba,
      il dolore mi sveglia.
      Ecco la casa si vuota,
      tutto al miglior offrente,
      ed io vedo non visto.
      Assisto.
      Alexandre Cuissardes
      Composta sabato 26 gennaio 2013
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        La spazzatura di oggi, l'immondizia di domani

        Si preparano le stanze
        per i poteri cambiati
        con libere elezioni
        da cittadini prigionieri.
        La mia mansione
        è rovesciare i cassetti
        e gettare i segreti
        della passata gestione,
        aprire gli armadi,
        far uscire gli scheletri,
        metterli in fila,
        tutti pronti all'appello,
        per i nuovi padroni,
        poi preparare gli armadi
        per gli scheletri da domani in poi.
        Il mio compito è anche
        catalogare
        pezzi di matita,
        carte e riviste
        testimoni dei vizi di ognuno,
        potranno servire per futuri ricatti.
        Anch'io metto in tasca qualcosa
        mi potrebbe servire
        per avere un futuro migliore
        o per non farmi ammazzare.
        Alexandre Cuissardes
        Composta sabato 26 gennaio 2013
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