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Bon voyage prèsident

Esce il politico
dal palazzo del potere
L'auto blu trasporta una faccia bianca
con un vestito di finto tricolore,
una vita grigia,
una carriera passata dal nero all'azzurro
attraversando il marrone della merda.
Poi il bianco dell'astinenza di voti
il color sabbia
del deserto di consenso intorno.
L'unico colore che gli manca
è il rosso della vergogna.
Composta lunedì 28 gennaio 2013
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    Per oggi s^

    Mi sono fatto un regalo,
    non perché fosse un giorno speciale,
    mi sono fatto un regalo
    perché così mi andava.
    Sono arrivato a stasera,
    mi sono regalato un altro giorno
    regalo non gradito
    e neppure scontato,
    che già mi sono pentito di essermi fatto
    ma forse è stato
    soltanto perché neppure oggi ci sono riuscito.
    Composta domenica 27 gennaio 2013
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      Un funerale col vivo in bara

      Mi sono steso
      per potermi finalmente riposare.
      Mi sono fatto vestire dell'abito migliore
      per onorare un evento importante,
      mi sono fatto coprire
      per potermi riparare,
      mi sono fatto portare
      per farmi finalmente servire.
      Mi sono fatto sotterrare
      per essere al sicuro dai troppi scocciatori.
      Mi sono fatto morire
      per darvi un dispiacere,
      per farvela pagare
      per farvi condannare.
      O non è così?
      Venite a raccontarmelo
      quando lo saprete.
      Composta domenica 27 gennaio 2013
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        Vale anche per le donne

        Mentre mi avvicino
        al primo bicchiere di stasera
        ripenso a quanto è triste
        l'arrivare a casa
        e rivederti,
        col grembiule a macchie
        e la gonna da "lavoro"
        e sentirti dire
        le cose dette ieri,
        e l'altro ieri,
        e l'altro giorno ancora.

        Mentre sorseggio un altro bicchiere
        mi guardo intorno
        e vedo tanti come me,
        che mi addormento
        dopo il telegiornale,
        e lascio a te il resto da guardare.

        Mentre si avvicina a me
        il mio terzo bicchiere
        ti vedo meglio di come pensavo,
        in fondo in fondo
        se c'è una partita
        sei pronta al compromesso,
        alla trattativa.
        Il film poi,
        quando vieni a letto
        me lo racconti tutto intero,
        tanto tu sai
        che anche se dormo
        lo intercetto col pensiero.

        Ed al mio quarto,
        quello della staffa
        già vedo la mia vita
        messa molto meglio
        di tutti quelli
        che mi stanno intorno.
        Pensa che pena
        dico un po' a me stesso,
        anche loro fanno sosta per far tardi
        per non dover apparecchiare
        o fare due parole,
        o magari a casa non hanno nessuno
        oppure chi li aspetta è fatto col tuo
        stesso stampo.
        Ma in fondo in fondo
        a casa,
        da te,
        non si sta poi così male.
        Il cibo è quasi buono
        come quello della mensa,
        e poi non hai più voglie
        e quindi non mi tenti,
        non mi costringi
        ad abbracciarti
        a starti addosso il tempo necessario,
        mentre con l'immaginazione
        sono con la modella
        vista distesa e sorridente
        dentro un cartellone.
        Ma intanto
        eccomi di ritorno,
        sulla via di casa,
        come ogni sera,
        magari
        barcollando un po'.
        Ma fin che
        al primo tentativo
        la chiave gira nella serratura
        e non devo cercare il campanello
        vuol dire che i miei pensieri
        li ho pisciati via tutti
        nel bagno del locale
        oppure al muro fuori
        se è emergenza,
        ed anche per stasera
        sono pronto a sopportare.
        Composta domenica 27 gennaio 2013
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