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Sulle tavole di legno

Passo di danza dello stivale pesante
sul palcoscenico della tragica recita infinita.
Spettatori paganti per soffrire,
assistono alla fine della loro vita,
cadono accanto a chi cade loro accanto.
Prevale sempre la rabbia assassina
gode il peggiore che arriva per primo
e sale l'applauso della gente di piazza.
Anche domani
l'ennesima replica,
tutto esaurito.
Così da tempo,
così da sempre.
Composta venerdì 1 febbraio 2013
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    l' ultima visita

    La cucina è ordinata,
    come sempre,
    l'abitudine a vivere da sola,
    le spezie al loro posto.
    È pronto il piatto più piccante,
    quello che mi devi dire.
    È chiusa la porta della camera da letto,
    quella porta che non potrò più aprire.
    Chissà se qualcuno c'è già stato,
    per darti modo,
    nudo,
    di farti capire
    che è giusta la tua scelta di cambiare.
    Certo non ci ha fatto caso il letto,
    al cambio di peso e di rumore.
    Mentre pensavo a questo,
    senza voglia
    ho già finito il piatto di veleno,
    non so cos'ho ingoiato,
    ma erano certo parole amare.
    Adesso sono in piedi,
    volto le spalle alla cucina
    ed alla camera da letto,
    mi è presa
    un'improvvisa fretta di scappare.
    Scendo le scale
    senza salutare,
    un poco in pena,
    ci dormo sopra
    e poi riparto,
    domattina,
    se non trovo un bar aperto
    che mi faccia dire
    -no, ci bevo sopra,
    e poi riparto domattina-.
    Composta venerdì 1 febbraio 2013
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