Ci desideriamo

È quando si muovono le mani
che opponi quel po' di resistenza,
(obbligo storico di donna)
e metti le tue mani sulle mie,
per fermarmi,
e tiri indietro il corpo,
ma non troppo.
È un attimo però,
ne tu ne io
ragioniamo più di tanto.
In quel momento
e da quel momento in poi
lasciamo che ogni parte dei nostri corpi faccia cio che sa,
e che ciò che è iniziato con la voglia finisca col piacere.
Alexandre Cuissardes
Composta venerdì 22 febbraio 2013
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    La sera in casa

    Il profumo della pasta rimasta da ieri,
    che salti svogliata
    nella padella pesante,
    con qualcosa aggiunto
    un po' a caso
    per dare sapore di fresco.
    Sullo schermo fatato
    i due che si baciano
    alla quarta puntata
    della solita storia.
    Pagati per godere
    e farti sognare,
    invece ti fanno
    soltanto incazzare.
    A te non accade
    di baciare un attore,
    forse
    non hai gli abiti adatti,
    e le rughe cominciano
    a farsi vedere.
    Pasta e veleno
    gli vorresti cucinare,
    invece continui
    a fare il dovere,
    dovere di moglie
    dovere di donna.
    A volte
    vorresti il diritto di amante,
    ma al corso serale
    ti hanno bocciata.
    Sei solo una donna,
    per giunta
    invecchiata.
    Ma se ci rifletti,
    capisci che è meglio
    non averlo ottenuto
    quel pezzo di carta
    "patente d'amante".
    Così se ogni tanto,
    sempre per caso,
    magari
    con in testa un bicchiere di troppo,
    trovandovi a letto,
    ti chiede qualcosa
    che ricordi un po' il sesso,
    gli puoi sempre dire,
    -non lo posso fare,
    non ho la patente
    per fare l'amante,
    raffreddati caro,
    io scendo in cucina
    a scaldarti l'acqua
    per una buona tisana-.
    Alexandre Cuissardes
    Composta venerdì 22 febbraio 2013
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      Coppia di fatto

      Il mio primo amore
      fu la piccola bambola bionda
      di mia sorella.
      Quando mi accorsi
      che si era innamorata dell'orso di peluche,
      pazzo di gelosia,
      la murai viva
      in una stanza presa in affitto,
      contratto infinito,
      e la sera
      andavo a prendere il caffè
      al bar lì vicino,
      giusto per sentirla urlare.
      Dopo un po' smise.
      L'esperienza mi fu utile,
      compresi che la gelosia faceva troppo male.
      Le statue dei giardini
      erano più fedeli,
      sempre ferme,
      ad aspettare,
      ma mi accorsi
      attraverso il contatto fisico
      che erano molto sciupate
      fredde,
      invecchiate per lo stare all'aperto
      e le scarse cure.
      E poi tutte quelle piccole crepe,
      quei disegni
      quelle scritte oscene,
      non amavo i tatuaggi.
      Passai ad amori fugaci
      incontrati soprattutto ai mercati
      vasta scelta di ogni genere ed anno.
      Ma restava il bisogno d'affetto,
      di un rapporto più solido
      serio
      che non fosse soltanto di sesso.
      Fino a che
      in una chiesa sconsacrata,
      per caso,
      non conobbi un confessionale
      bello,
      antico,
      era fine 600,
      di noce
      vissuto,
      legno morbido al tatto.
      Esperienze ne aveva avute di certo,
      ma erano quelle di altri.
      Stanco,
      desiderava metter su casa
      ed avere una vita tranquilla.
      Fu amore a prima vista
      Potevo peccare
      nascosto dalla tenda
      nel posto del prete
      ed uscire
      e in un attimo
      essere in ginocchio
      a confessare il peccato
      appena commesso.
      Confessarmi
      ed assolvermi
      per tornare a peccare di nuovo.
      Tutto senza uscire di chiesa,
      di casa.
      Ancora viviamo
      felici e peccanti.
      Alexandre Cuissardes
      Composta venerdì 22 febbraio 2013
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        l' utopia

        volevo intorno al mio "povero me"
        un mondo migliore.
        Così per prima cosa ho escluso i disonesti,
        ed ho ristretto il cerchio delle conoscenze,
        poi ho eliminato gli antipatici,
        ho denunciato i furbi,
        ho smascherato gli ipocriti.
        il cerchio si è ridotto così tanto
        da diventare stretto come una camicia di forza
        e stritolarmi,
        ed intorno a me,
        tutti a darmi del pazzo,
        ed avevano ragione.
        Alexandre Cuissardes
        Composta mercoledì 20 febbraio 2013
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          il dito snello senza anello

          Sfioro la sua mano nuda
          e ricordo.
          Perse l'anello
          quando eravamo in viaggio di nozze,
          venti anni fa.
          Non ne volle uno nuovo,
          voleva sentirsi libera,
          capii che non mi amava,
          e la lasciai libera.
          Ma mi sono tenuto la mano,
          chiusa in una teca,
          per ricordo,
          ogni tanto la guardo
          la sfioro.
          Una volta l'anno,
          nel giorno della ricorrenza
          la porto fuori,
          a pregare sulla tomba del resto del corpo.
          Alexandre Cuissardes
          Composta mercoledì 20 febbraio 2013
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