Situazione bloccata

Entrambi siamo presi
dall'avere sempre
quell'altro in testa.
Ogni tanto ci succede
di sbagliare nome,
di chiamarci col nome dell'amante,
ma ad entrambi
fa comodo fare finta di niente.
Scopiamo raramente,
senza voglia,
ad occhi chiusi,
o col viso di lato,
per non vedere con chi siamo a letto,
e soprattutto con chi non siamo.
Nessuno dei due tocca il corpo dell'altro,
se non strettamente necessario,
o per sbaglio.
Entrambi lo facciamo un po' per spregio
anche se non so che spregio sia.
Quello che ci condanna a star così,
o almeno
che condanna me,
probabilmente
è il rendermi conto
che sarebbe ormai più semplice
ammazzarti che lasciarti.
E scelgo quindi la via vigliacca
o forse intelligente,
lo star così
e non cambiare niente.
Alexandre Cuissardes
Composta giovedì 28 febbraio 2013
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    Versamenti e prelievo

    C'è una banca molto grande
    che ogni giorno si riempie,
    ci va sempre tanta gente.
    Poco o molto
    danno tutti.
    È la sola che si dice
    veramente universale.
    Lì nessuno prende niente.
    ci va solo per versare.
    Ad ogni ora,
    ogni minuto
    se ne aumenta il capitale.
    Non ha ancora dato niente,
    per adesso tutto tace.
    Ma a scadenza ben precisa
    si apriranno i suoi forzieri
    e dal conto che è chiamato
    con il nome di "pazienza"
    uscirà tutto il versato,
    tutta quanta la giacenza.
    Verrà immessa sul mercato
    tanta rabbia universale
    da potere trasformare
    in un tempo molto breve
    in apposita energia
    molto adatta a spazzar via
    tutto il peggio che ci sia.
    Alexandre Cuissardes
    Composta mercoledì 27 febbraio 2013
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      L'anniversario

      E cosa ti devo dire oggi,
      di festeggiare
      il giorno in cui il destino aveva deciso di metterti sulla mia strada,
      la strada che percorrevo
      per venirti incontro
      avendo saputo che arrivavi?
      Nemici mancati,
      amici mancati,
      amanti mancati.
      Mancanti di tutto
      mancati a tutto.
      Siamo così inesistenti
      che non mancheremo mai l'uno all'altra,
      ma ad ognuno di noi mancherà la vita che avrebbe potuto avere
      se quel giorno il destino
      si fosse fermato a pisciare ad un albero
      invece che farci incontrare.
      Ceniamo al lume di candela,
      ma non per intimità,
      ma per vederci ancora meno.
      Alexandre Cuissardes
      Composta mercoledì 27 febbraio 2013
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        L'allegria senza replica

        E voglio farvi uno scherzo,
        voglio bruciare i documenti
        perché ci mettiate più tempo
        per sapere chi ero,
        e magari
        dobbiate alzare il culo
        ed andare in giro a chiedere notizie
        e mostrare la foto di un morto,
        a portare qualcuno a vedermi,
        per riconoscermi.
        È bello
        pensare che siate costretti a tenermi lì,
        presenza imbarazzante,
        a guardarmi più volte,
        a scoprire il lenzuolo,
        per mostrare la merce
        già venduta,
        pronta per la spedizione,
        basta solo mettere l'etichetta,
        la marca.
        Chissà se marci come siete
        vi capiterà anche di pensare
        che colpevoli vivi,
        voi,
        fanno compagnia all'innocente morto,
        io,
        o forse lo sorvegliano,
        perché non scappi
        e vada in giro
        a raccontare
        la verità,
        come sono andate esattamente le cose...
        Alexandre Cuissardes
        Composta mercoledì 27 febbraio 2013
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          La morte cieca

          Che differenza c'è
          fra i cento spediti nei forni,
          tutti insieme,
          ed i cento morti
          uno al giorno,
          per cento giorni.
          E si tace
          non come quando non si sa
          ma come quando
          non si vuol far sapere.
          Ed ancora parla troppo
          invece
          chi dovrebbe tacere
          perché non ha nulla da dire.
          Che differenza c'è fra il dover morire
          colpiti da un'arma con la matricola abrasa
          in una rapina
          una rissa,
          per una pallottola vagante
          o per colpa dello stato,
          della sua inefficienza,
          della sua crudeltà.
          Fa forse differenza
          che si muoia
          per una sentenza sbagliata,
          per un'ingiustizia subita,
          o un errore di persona.
          A causa di una toga,
          una divisa,
          oppure per mano di un uomo mascherato,
          di un pazzo in libertà
          oppure un rapinatore.
          E tace la stampa comprata
          nessuno più cade da un tetto
          nessuno si appende a una corda.
          Ognuno pensa al paese
          con le parole,
          ai cazzi suoi
          con i fatti.
          Buon proseguimento di mattanza.
          Alexandre Cuissardes
          Composta martedì 26 febbraio 2013
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