Questo sito contribuisce alla audience di

Dal libro inesistente

La vedevo camminare
davanti a me.
La sua gonna era corta
come il tempo necessario
a giudicare una cattiva azione.
Folate di vento le schiaffeggiavano il viso
a causa dei miei peccati.
Lei pagava per me.
Ma sorrideva al male,
come io non sapevo sorridere
ne al bene
ne al male.
Tenevo stretta la cartella delle cosa da fare
ma rispettavo il patto.
Aprirla soltanto a cose avvenute.
In tasca il coltello
mi sfregava la coscia.
Riflettevo a voce bassa
bestemmiavo a voce alta,
adesso il vento
si stava accorgendo di me.
Abituato a stare sempre all'erta,
da buon militare,
sentendo il cambio di clima
e di situazione
il bavero si alzò,
con in mostra i suoi gradi.
La mia divisa di soldato perdente
stava in piedi da sola,
sorreggeva anche me.
Adesso la sua gonna era a terra,
calciata lontano dallo stivale da guerra,
non avrebbe mai potuto testimoniare
la mia cattiva azione.
Composta mercoledì 13 marzo 2013
Vota la poesia: Commenta

    noi tre

    Tutte le donne hanno la bocca,
    ma non come la tua.
    Quando parli ti vorrei baciare,
    quando ti bacio
    vorrei ascoltare la tua voce.
    E quante hanno un bel corpo
    ma non come il tuo.
    Quando mi stai accanto
    ho voglia di toccarti,
    non controllo le mie mani.
    Ti spoglio con gli occhi.
    Quando ti spogli davanti a me
    vorrei averti accanto nuda subito
    ma vorrei anche che non finissi mai di spogliarti.
    Per fortuna c'è il mio corpo
    lui sa cosa fare
    mi lascia pensare
    ma intanto è già
    tutt'uno con te.
    Composta venerdì 8 marzo 2013
    Vota la poesia: Commenta

      La vita dell'uomo morto

      C'è chi ha dato il suo corpo a cento corpi,
      c'è chi ha dato il cuore
      a mille amori
      e chi invece ha venduto l'anima al diavolo.
      C'è chi dà col cuore
      ad un solo amore
      che non meritava niente,
      e chi da via il culo per la carriera.
      C'è chi si ubriaca
      per passare una sera.
      Ci sono quelli come me
      che vedono tutto questo,
      senza partecipare.
      Col corpo ridotto
      a servitore malpagato
      il cuore con la luce spenta,
      l'anima svenduta mille vite fa,
      il culo ben poggiato al muro,
      ma sempre troppo tardi.
      E sempre ubriaco
      per passare giorno e sera.
      Composta venerdì 8 marzo 2013
      Vota la poesia: Commenta