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Cento anni indietro

Sta lì da sempre
contro lo specchio del mobile di camera,
nessuno la spolvera,
per rispetto
o per voluta dimenticanza,
la foto grigia con i segni del ritocco
di un lontano parente
con la divisa ed il cappello.
Lontano nel tempo.
Non è tornato da una guerra antica,
fatta di moschetti e baionette,
una guerra del 900,
la prima guerra
ma non l'ultima,
vinta da un re
persa dal popolo,
come sempre succede.
Due fiori di plastica si fanno compagnia,
fanno la guardia al "non eroe" defunto,
meglio,
morto ammazzato.
Il popolo non ha eroi da ricordare
ha solo dei morti
da dover pregare.
Ha vinto un re
ha vinto un dittatore
ha vinto la democrazia.
oppure
"Abbiamo vinto contro l'invasore",
ma sono sempre,
da che mondo è mondo
i soliti ultimi a morire.
Composta martedì 26 marzo 2013
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    Come sei

    C'è sempre
    qualcosa di credibile nelle tue bugie,
    una malizia a tempo giusto,
    una risposta pronta
    come se fosse stata in agguato
    in attesa di balzare addosso alla domanda.
    Precisa come un calendario
    o la freccia di un campione.
    Una agenda con giorni ed ore,
    e parole da sfruttare.
    Un viso in fronte,
    sempre da aggredire.
    Una vittoria
    da riportare a casa
    come pane di ogni giorno.
    Chi sia a perdere
    e perché,
    non ha importanza,
    questo è il tuo pane,
    e ti tiene in vita.
    Composta martedì 26 marzo 2013
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      L'ultima parte del lavoro mai iniziato

      Abbiamo ancora l'odore di zolfo addosso
      ma abbiamo acceso gli animi
      e spento i battiti di un po' di cuori.
      Abbiamo ancora dolore agli orecchi,
      per il rumore fatto dai botti,
      ma ci hanno sentito tutti.
      Abbiamo gli occhi stanchi
      per le notti sveglie,
      e tracce di vernice nera
      sulle mani.
      Fragili barattoli vuoti per terra,
      vernice ed utopia.
      Ma le - A - sono tornate
      dentro i loro cerchi,
      adesso sono molto presenti.
      Ci saranno altri botti,
      altro zolfo,
      barattoli vuoti sdraiati a riposo.
      Ma quando avremo fango
      e terra addosso
      e calli alle mani,
      vorrà dire che avremo finito il lavoro,
      che avremo scavato le fosse.
      -In questa buca riposa il cattivo stato,
      ne fiori ne preghiere,
      va solo scordato-.
      Composta lunedì 25 marzo 2013
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        I movimenti nel sonno

        Stanotte ho sognato
        che eri steso a terra,
        ferito.
        "Pollice verso"
        per vederti finire,
        poi
        il medio alzato
        per mandarti in culo,
        la mano aperta
        per prenderti a schiaffi,
        il pugno chiuso per colpirti in faccia
        i piedi pronti per tirarti pedate
        l'indice pronto per tirare il grilletto,
        l'occhio socchiuso per mirare bene.
        E con le orecchie sentirti urlare,
        col naso annusarti il sangue
        e con la bocca sputarti addosso.
        Poi mi sono svegliato
        ed eri lì davanti a me
        come sempre
        con la frusta in mano
        a ricordarmi
        che un'altro mio giorno da schiavo iniziava.
        Composta lunedì 25 marzo 2013
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