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La seconda casa

I segni di penna sul muro,
prove del crescere di tuo figlio,
sono nascosti
sotto la vernice bianca di tanti nuovi arrivi.
I ricordi di dieci case
tutti in una nuova casa,
la più vecchia.
Unica buona cosa,
ed una vecchia vita,
stanca della tua compagnia
che ha deciso di mollarti
prima che sia tu a farlo.
Ti lascia solo il tempo
di riprendere i ricordi
ma alla rinfusa,
dopo ci sarà tutto il tempo,
per mettere in ordine.
Composta giovedì 9 maggio 2013
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    Ritorno alla periferia del mare

    le tue scritte "ti amo"
    con le tante o fino alla fine del muro
    seguite da i suoi
    "davvero?" con i punti interrogativi
    fino alla fine del muro
    sono state quasi cancellate
    da mille spruzzi di mare,
    dall'acqua delle piante annaffiate,
    dalla pioggia
    o dalle pallonate al muro fattosi porta
    date da ragazzi diventati mai grandi,
    cresciuti soltanto in stupidità,
    senza alun rispetto per l'amore a parole,
    quello fatto di vernice sui muri.
    Il cortile è lo stesso,
    biciclette appoggiate,
    una miseria diversa
    una miseria straniera
    che non ha cancellato la nostra,
    due miserie convivono.
    Come del resto i padroni,
    i ladroni.
    I capelli hanno cambiato colore,
    la testa ha cambiato mille volte bandiera,
    il cuore no.
    I tatuaggi sul corpo sono anch'essi segni sbiaditi,
    nessuno li ha mai annaffiati o colpiti,
    piccoli fili caduti.
    Le ferite che hai dentro
    quelle si sono solchi profondi,
    se ci infili il dito lo tiri su rosso e bagnato.
    Ed ogni tanto ti riappare alla vista
    non sai neanche dove,
    ne come,
    l'unica traccia rimasta delle scritte sui muri,
    quel punto interrogativo,
    unica certezza.
    Composta giovedì 9 maggio 2013
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      Dai nonni

      È un'ora d'estate
      di un giorno che si chiama domenica.
      Questa fila di ore
      messe in fila da sempre,
      ma per oggi qui ancora per poco.
      E noi di famiglia
      nel giorno di festa
      tutti estasiati
      davanti a quel quadro
      fatto di luce,
      firmato finestra,
      che tanto seduce.
      Aspettiamo curiosi
      che si abbui tutto quanto
      per voltare la faccia
      ed andarcene a cena.
      Composta lunedì 6 maggio 2013
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        Toc toc

        Vorrei farmi una casa,
        ma la vorrei così nascosta
        da dover dire
        ogni volta che voglio tornare
        che non trovo la strada,
        come quando si è molto bevuto,
        o siamo confusi dalle tante vie del ritorno.
        E vorrei un portone gigante,
        pesante,
        che solo chi è sano e forte può muovere,
        ed una serratura che cambiasse ogni giorno
        per farmi capire
        ogni sera che torno,
        che non è casa mia.
        Composta lunedì 6 maggio 2013
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          Molti ieri fa

          Matteo neppure mi considera,
          corre fra gli alberi.
          Ha poco da dirmi,
          oppure ha cose più importanti da fare
          che non venirmi incontro.
          Fatica a muovere la coda
          ma forse non ha voglia di salutarmi.
          O forse non mi riconosce,
          ho una maschera veneziana sul corpo
          ed il viso troppo scoperto.
          Corre sulla quattro zampe.

          È passato del tempo,
          quello fatto di anni.
          Matteo è sepolto nel "giardino di sopra"
          della villa dalla quale si guarda Firenze.
          Lo seppellì mio padre
          che per un giorno smise di bestemmiare
          e volle farsi prete
          per seppellire l'amico a quattro zampe.
          Composta lunedì 6 maggio 2013
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