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Buoni maestri cattivo allievo?

Chi mi ha insegnato a bere
mi ha lasciato solo sul più bello,
e col bicchiere vuoto,
quella puttana che mi ha iniziato
è scesa dal letto a tempo scaduto,
ma scaduto solo per lei.
Mi sono trovato in strada,
con in bicchiere vuoto
ed i vestiti in mano.
Chi mi ha regalato le illusioni
non mi ha mai lasciato solo,
mi ha sempre tenuto per mano,
fino a quando servivo.
Poi mi ha scaricato in strada
senza bicchiere
senza vestito,
senza dignità,
senza futuro,
solo
con l'unica cosa
che non avrei voluto avere,
un passato di merda.
Composta giovedì 20 giugno 2013
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    Una persona ed un chissà

    Hanno visto la mata abbracciare qualcuno,
    appoggiargli la testa al petto,
    le braccia strette alla sua vita.
    Sono tutti rimasti in piedi a guardare,
    da dietro i vetri,
    dagli angoli bui.
    Nessuno vuole passare di lì
    per non dare noia
    per non non fare rumore.
    Sono rimasti
    lungo il canale
    accanto a quel marmo che fa da panchina,
    mentre Venezia li lascia fare,
    è sempre amica dell'amore.
    Hanno visto la mata allontanarsi piano,
    quando era già tardi.
    L'ultimo buio prima del mattino,
    lasciando solo una figura in piedi.
    Lui,
    l'hanno visto restare lì,
    fermo
    in silenzio.
    Solo al mattino si sono accorti
    che c'era un albero al posto suo,
    ma c'è qualcuno che continua a giurare
    che lì da sempre c'è stata una pianta.
    Composta mercoledì 19 giugno 2013
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      Cercasi compagnia

      Ho il mio biglietto per il non so dove,
      me lo hanno dato con i buoni pasto,
      di quella mensa per chi ha fame
      ma arriva sempre troppo in ritardo.
      Ho un ombrello da condividere
      con chi incontro quando piove
      ma sono mesi che c'è sole
      o forse piove quando dormo.
      Ho sassi in tasca da regalare
      a chi vuole tirarli addosso al potere,
      cosa che non ho saputo fare.
      Per essere certo della loro efficacia
      li ho fatti pure benedire
      da un prete saggio
      che da tempo
      ha cancellato colori e bandiere
      dal proprio credo e dal miserere.
      Ho un bel biglietto per il circo equestre
      quello che ha
      i pagliacci assassini
      e i domatori di cittadini.
      Ho pure una scheda elettorale
      e una matita per siglare,
      fare una croce che sta lì storta
      o buttare tutto nel posto adatto,
      di certo opto per il cestino
      anche se dicono che non si può fare...
      ed ho due biglietti per il vaffanculo,
      me li hanno dati col certificato,
      era la dote quando son nato,
      sono biglietti di sola andata
      e percorrenza illimitata,
      tutto spesato, nessun inganno
      c'è solamente da trovare qualcuno
      che sia disposto ad accompagnarmi.
      Ma sono anni che sto qui a cercare,
      nemmeno quelli che piangono sempre
      ed urlano contro l'amaro destino
      forse hanno voglia di svegliarsi un mattino
      e senza valigie
      in mia compagnia
      sfruttare il biglietto e venire via.
      Composta mercoledì 19 giugno 2013
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        Vengo spesso a trovarti

        Attraverso il tuo corpo
        ma non lascio tracce,
        lo attraverso quando lui ti stringe,
        quando sei triste e piangi.
        Quando ti siedi e leggi
        resto accucciato sulle tue ginocchia,
        tanto non ho peso.
        Ti tengo stretta
        anche se non mi senti,
        sono niente.
        Ti sto sul collo col mio fiato
        che non esiste,
        è filo d'aria dalla finestra.
        Capita che per rabbia
        graffi la tua pelle
        ma non lascio segni.
        Sento i tuoi sfoghi quando parli sola,
        quando ti spogli godo del tuo corpo
        e se lo fai per lui
        godo dell'esser stato il primo.
        Sfioro l'anello che ti misi al dito,
        quando lo togli per far l'amore
        e mi domando se è davvero amore
        o solamente senso del dovere
        verso il tuo corpo da appagare.
        Forse potrei chiederlo al tuo cuore,
        e lo farò in un momento migliore,
        quando si sarà davvero
        messo in pace
        come diceva la tua voce
        forte,
        quando sbattei in faccia a te
        e a me
        tutte le cose
        e tutte le porte
        e me ne andai,
        non come pensavi tu
        a viver meglio chissà dove,
        ma ad affrontare l'ultima delle prove
        quella più dura
        quella che si perde sempre,
        quella che trasforma la vita fino a ieri in un passato
        senza presente
        senza più futuro
        tre metri sotto terra o dentro un muro.
        Composta lunedì 17 giugno 2013
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          Da troppi a uno

          il mio nome non importa,
          ciò che provo,
          ciò che vorrei.
          È il mio voto che vi serve,
          il mio sì senza riserve.
          Non importa il mio sentire
          non importa il mio capire,
          è importante l'ubbidire.
          Finché anche uno soltanto
          per errore o convinzione,
          per qualcuno o contro un'altro
          per compenso o promozione
          firmerà con una croce
          messa un poco di traverso
          il consenso ad affidare
          il suo tempo
          la sua vita,
          il presente ed il futuro
          a chi spesso ha come dote
          non saggezza e competenza
          ma soltanto il gran parlare,
          l'ambizione e l'arroganza
          torneremo sempre indietro,
          scenderemo sempre in basso,
          fino a quando una mattina
          parlerà una sola voce,
          non per dirci chi votare
          ma per dire di ubbidire.
          Fra chi è intento a governare
          e chi è sempre a criticare
          spunterà quell'uomo solo
          messo lì per comandare.
          Composta lunedì 17 giugno 2013
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