Questo sito contribuisce alla audience di

M'inganno

Ed ogni giorno
ho una parola per te,
un pensiero
un piccolo dono.
Ogni giorno
ho qualcosa da mostrarti,
un pretesto per toccarti una mano,
richiamare la tua attenzione.
Ogni giorno faccio finta di dover partire
per farmi abbracciare da te
e dopo cinque passi ritorno indietro
per far finta di arrivare
e poterti abbracciare.
Ogni giorno
mi siedo da qualche parte
faccio un segno davanti alle mie scarpe,
chiudo gli occhi
e dopo avere passato una giornata con te li riapro.
Guardo le mie scarpe
il segno fatto in terra.
Non mi sono mosso.
Composta sabato 27 settembre 2014
Vota la poesia: Commenta

    la zia in casa

    Non sono diventata la moglie di qualcuno.
    Sono la sorella che nessuno si prese.
    E resto in casa,
    dove sono sempre stata
    a fare compagnia a tutti
    mentre nessuno l'ha mai fatta a me.
    Baratto un cenno di saluto
    con mille gesti quotidiani,
    il posto alla tavola comune
    col cucinare per che c'è.
    Allevo nipoti come se fossi madre
    e sono sorella di chi mi sposò un fratello.
    Ascolto i segreti come un confessore
    e salvo tutti non raccontando niente.
    Mi faccio sorda quando sento litigare
    e muta quando c'è da prendere la parte di qualcuno.
    Passo da stupida da chi mi vuole coinvolgere,
    ma lo faccio talmente bene
    che non so neppure più se lo sono veramente.
    Non mi aspetto nulla,
    forse non ho meritato.
    Faccio la serva
    ma per mia fortuna
    io sono l'unica che sa che cosa fa.
    Composta lunedì 22 settembre 2014
    Vota la poesia: Commenta

      agnello di mare

      Oggi sembrava un anno al contrario.
      Una fine settembre truccata da giugno.
      La finestra aspirava sole e tepore.
      Sarebbero bastati i piedi bagnati,
      un pavimento in legno
      un bicchiere pieno in mano,
      e queste tende bianche
      che il vento mi spingeva addosso
      per farmi sentire un uomo in mare.
      Adesso è notte
      tutto è fermo.
      La finestra è tornata ad essere un buco nel muro.
      Le tende sono tornate a fare il loro mestiere di inferriate.
      Ed io smesso di pensare che avrei potuto essere un uomo in mare.
      Sono rientrato in quello che sono.
      Un prigioniero.
      Composta lunedì 22 settembre 2014
      Vota la poesia: Commenta

        Il prigioniero nel camerino

        Mi stanno doppiando.
        Questa non è la mia voce,
        è un falso.
        E poi io non ho mai pensato quello che sta dicendo.
        E quella risata cos'è?
        Forse ride di me
        o fa ridere di me.
        Io non ho mai riso
        né piano né sguaiatamente
        e non ho mai fatto ridere,
        ho sempre vestito sobriamente.
        Composta lunedì 22 settembre 2014
        Vota la poesia: Commenta

          Alle prove della nuova recita

          Ho visto un corpo che ti stava accanto
          dentro quel letto fino a ieri nostro.
          E quel lenzuolo
          ci ha coperti entrambi.
          Neppure il tempo di un doveroso cambio,
          tanta la fretta per il consumare,
          l'assaporare un corpo nuovo.
          E ti ho ascoltata fare bei progetti
          con le parole che ho sentito già.
          Ma sono stanco
          di sentirti dire
          e di vederti fare.
          Non vedo l'ora che vi addormentiate
          per venir fuori da uno stupito armadio
          strisciare piano sui tappeti
          e abbandonare il set di una commedia troppe volte vista
          e recitata.
          Appena in strada getto via il biglietto,
          quello della "prima visione con l'ultimo arrivato".
          Brava l'attrice
          ma non da premio.
          Bravo l'attore
          ma forse perché non pensava di essere un attore.
          Bravo invece io,
          io sì,
          bravo a strisciare,
          bravo a scappare.
          Composta sabato 20 settembre 2014
          Vota la poesia: Commenta