Grazie a chi?

Grazie per la vita che mi hai riservato,
anche se forse meritavo di più,
anzi non meritavo così poco.
E grazie per avermelo fatto capire tardi,
così soffro per meno tempo.
Grazie per gli incontri che mi hai fatto fare
anche se non pensavo che ci fossero così tanti delinquenti in giro.
Grazie per non farmi provare invidia per nessuno
perché altrimenti avrei dovuto invidiarne troppi.
Grazie per avermi ben nascosto quanto vivessero bene gli altri.
Ma sopratutto per non avermi fatto capire in tempo
che non sempre erano i migliori a vivere bene, anzi.
Grazie per avermi lasciato quel briciolo di incoscienza per ringraziarti.
Alexandre Cuissardes
Composta sabato 25 aprile 2015
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    Alla madre del figlio di un uomo

    Fa tardi la sera,
    ma la tavola è apparecchiata dal primo mattino.
    E sempre per due.
    Gli ripete di nuovo
    di lavarsi le mani,
    ma i giochi si sa
    sono duri da lasciare.
    Lui a volte le chiede dove è suo padre.
    Lei gli ha detto che i bimbi
    possono nascere anche senza un papà,
    che i papà, volendo, si possono scegliere dopo.
    Non se la sentiva di dire
    che i bimbi possono anche vivere senza un papà
    perché sa che non è vero,
    anche se capita.
    Sono figli.
    Quando lui gli chiede perché quella è una casa
    dove non viene mai nessuno gli dice di invitare gli amici.
    Ma non lo fa.
    Fosse stato anni prima avrebbe detto che aspettava un ritorno.
    Ormai non aspetta più né un ritorno né un arrivo.
    E forse neppure lo vorrebbe.
    Sono loro soltanto la famiglia.
    A volte ha pensato che anche un uomo soffre nello stare distante dal figlio
    ma ormai è successo.
    "Si soffre in una famiglia fatta di due,
    ma forse si soffre meglio (non meno)in due che da soli, chissà".
    Ma chi potrebbe risponderle
    che è vero non farà mai sentire il suo si.
    Alexandre Cuissardes
    Composta martedì 5 maggio 2015
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