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La nostra vita?... Dopo molto di tempo

Dimmelo tu con che voce ti dovrei parlare
per esser degno del tuo ascolto,

con quale sguardo ti dovrei guardare
perché tu ti lasci guardare.

Dimmi cosa dovrei fare per avere un tuo sorriso.

Dovrei forse indossare la tunica del saggio
per soddisfare le tue domande
silenziose,
fatte a gesti,
dovrei mettere le dita su un pianoforte per esser musicista
e regalarti melodie a comando
o strisciare nel mio ridicolo essere nudo
quando vorrai umiliarmi.

Cosa dovrei fare?

Essere scultore,
rimodellarti il corpo
ogni volta che ne vedi un cedimento
e non lo accetti.

Per te farei anche ciò che non so fare,
ma l'unica cosa che ora faccio è bere
per non vedere ne te come sei ne me come non so essere.

Resto il portiere del tuo albergo ad ore,
ancora innamorato,
che chiude gli occhi e soffoca il suo cuore
quando qualcuno sale alla tua porta.

Sono l'uomo passato
che non vede le tue segrete fughe,
che aspetta i tuoi ritorni stanca
appagata fino al giorno dopo,
ti da la chiave e abbassa gli occhi
per non notare occhiaie e trucco sfatto,
stringe fra le dita il naso per non sentire il puzzo d'uomo che ti porti addosso,
il puzzo degli amori orizzontali e passeggeri,
o forse è solo il puzzo del mio fallimento che ho nel naso,
addosso, sempre.
Composta mercoledì 16 novembre 2011
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    Negli stessi momenti in cui parlate,
    in quegli stessi momenti
    mentre un genitore cerca di dare il buon esempio ai figli
    voi date il cattivo esempio a tutti

    in quegli stessi momenti
    un giusto perde il lavoro
    ed un vagabondo lo mantiene

    un innocente si uccide
    o soffre in galera
    un colpevole festeggia la libertà,

    uno stupido gode,
    un intelligente soffre,

    un asino urla,,
    un riflessivo è costretto a tacere

    ma non è che portiate sfortuna quando parlate
    è che parlate sempre
    ... anche nel sonno?
    Composta giovedì 10 novembre 2011
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      Il vino schietto dell'osteria
      e la schiettezza del parlarsi in faccia,
      il cuore al guardaroba col cappello
      al tavolo la testa col cervello.

      La notte tardi a discussione chiusa
      ultimo brindisi
      per festeggiare ciò che è stato fatto,

      la firma dell'accordo
      col dito intinto nel bicchiere
      e poi sfregato sulla carta gialla,
      - e questo nostro patto oste archivialo in cantina,
      assieme alle bottiglie e botti piene,
      con le cose serie.

      Poi tutti in fila al guardaroba
      a riprendersi il cuore ed i cappelli
      e poi di nuovo fuori

      tutti a casa.

      La guerra è scongiurata
      domani si festeggia
      pace fatta.
      Composta giovedì 10 novembre 2011
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