Il prosecco e la candela

E sono rimasto qui
al tavolo,
il bicchiere,
la bottiglia,
la candela,
protagonisti,
la comparsa è un vassoio di frutta,
un po' più distante,
una busta vuota di tisana sogni d'oro sta lì sdraiata.

E'quasi una offesa per chi non dorme più da tempo.

Al piano di sopra parole spagnole,
la mia amica parla con la sorella,
il tappo di carta messo sulla bottiglia di prosecco non impedirà la sua fine,
e la mia,
sembra si sollevi da solo,
ancora un minuto ed un altro sorso di 11 gradi scenderà nel mio stomaco.

Sapori e bruciori,
la candela mi guarda,
ondeggia sensuale,
mi dice qualcosa,
con ancora da bere
fra un po' sono certo vedrei
una donna ballare la danza del ventre,
o forse parlarmi con un linguaggio per sbronzi.
Ma io sono ancora lucido,
sempre lucido,
purtroppo per me.

Interpreto a senso la fiamma il prosecco le voci di sopra il mio male,
... ho ucciso la candela, ho spento la luce,
io ero la candela,
io ero la luce,
buonanotte,
a domani.
Alexandre Cuissardes
Composta mercoledì 23 novembre 2011
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    Il meglio in piazza

    Per chiudere questo cerchio dell'eterno peggio
    dovrebbe essere la gente perbene,
    quella piena di lividi che nessuno nota,
    che nessuno cura,
    quella che non sa urlare
    che non ha colore
    ad andare in piazza a braccia alzate
    con cartelli con scritto "ci arrendiamo diteci solo a chi".
    Alexandre Cuissardes
    Composta mercoledì 23 novembre 2011
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      Le dentiere

      Le dentiere si raccontano e raccontano,
      storie di parole e di urla,
      protesi acustiche sentono a comando,
      batterie semiscariche portano poco a cervelli ormai semivuoti,
      io sono pace,
      imposta dagli altri,
      resa a comando,
      come protesi,
      resa a chi con le armi può imporre agli altri il disarmo.
      Alexandre Cuissardes
      Composta mercoledì 23 novembre 2011
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