Le diverse età

Tenere la tua mano era tenere il mondo in mano,
averti accanto era la vita,
sentire il tuo odore era sentire i profumi
di tutte le stagioni
di tutti i giardini,
ascoltarti era riempirsi di musica che incanta.

... adesso che non ci sei più mi sono reso conto che tutto questo esiste anche senza di te.
Alexandre Cuissardes
Composta domenica 27 novembre 2011
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    La battitrice d'asta

    Forse sei sole,
    o sei del sole.

    Più ti vedo più ho addosso il fuoco,
    più ho caldo più mi spoglio,
    mi spoglio e mi avvicino a te.

    Sensazione meravigliosa,
    pelle su pelle,
    bruciami,
    spegnimi.

    ... poi,
    più tardi possibile,
    se proprio vuoi cacciarmi fuori dal letto,
    prendimi a calci
    o non me ne andrò.

    Ma adesso bruciami ancora,
    poi...
    mi dirai il tuo nome,
    .... se vorrai,
    domani o dopo
    ... o mai.

    Il tuo seno
    il tuo ventre,
    le tue cosce,
    il tuo alito,
    ... datti il nome che vuoi
    per me va tutto bene.

    Ed alla fine
    da sole diventerai sale
    che brucerà nella ferita del non averti più,
    ma è il tuo mestiere accendere
    poi far bruciare.
    Alexandre Cuissardes
    Composta lunedì 28 novembre 2011
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      E presi per mano mio figlio... e mio padre...

      Prendi per mano tuo figlio, passeggia con lui.
      Per strada indicagli quel ladro che cammina a testa alta
      forte della sua impunità, poi fagli vedere quel viso dietro le sbarre, che non meritava di essere lì e non si dà pace

      Portalo in un tribunale tuo figlio
      fagli vedere i visi di chi non ne esce mai,
      di chi dopo anni ancora non sa se vedrà
      riconosciute le sue ragioni,
      i visi di chi non conosce la giustizia.

      Mostragli chi con i soldi di tutti vive
      senza aver mai fatto nulla,
      chi trasforma gli aiuti in birre e sigarette
      e chi invece dopo una vita di lavoro
      si rende conto che è stato preso in giro.

      Fagli vedere chi comanda per ambizione
      e non per dedizione,
      fallo ascoltare chi dovrebbe dare il buon esempio
      mentre urla per avere la ragione
      o si lancia in promesse ruffiane e che non manterrà.

      Indicagli chi non rispetta la fila
      chi non paga il biglietto in treno,
      chi entra tardi al lavoro,
      chi lavora poco perché si sente protetto,
      o chi sfrutta chi ha bisogno del lavoro.
      e quei sacchi di immondizia sparsi
      quei cani liberi di sporcare
      quelle carte per terra
      quelle scritte sui muri.

      Spiegagli che dove c'è quel mucchio di cemento
      chiamato palazzo
      c'erano 10 alberi da frutto, 30 ulivi,
      una pergola di vite ed una casa in pietra.

      Lo so, ti verrebbe la voglia di tappargli occhi ed orecchi oppure imbarcarlo a forza sul primo aereo per "un'altro posto", ma trova il coraggio di dirgli che questo è il suo paese, si chiama italia, che qui c'è il suo futuro.

      E quando ti chiederà come può essere successo gira la domanda a loro, a quelli in alto ed a quelli accanto a te.

      Poi portalo a vedere quel "cimitero di concentramento", quello che ospiterà chi ci ha ridotti cosi, quello dove la brava gente andrà a sputare non a pregare.

      E spiegagli che quella statua bianca in mezzo al cimitero, enorme, a testa china, occhi socchiusi,
      la mano sinistra ad indicare le tombe,
      l'indice destro puntato verso il basso dove su un enorme libro di pietra sta scritto "mi vergogno di voi" rappresenta l'Italia, triste ed incazzata.
      Alexandre Cuissardes
      Composta lunedì 28 novembre 2011
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        Giusta vendetta

        Dike la dea non fa da tempo il suo lavoro,
        non amministra la giustizia,
        non evita il disordine,
        se può lo crea
        ci vive dentro.
        Si è spogliata della tunica,
        fatta cadere a terra sulla spada.
        Qualcuno saggiamente le ha raccolte,
        ha avvolto la spada nella tunica
        ed ha nascosto tutto
        in attesa della nemesi.
        L'elmo e la bilancia sono nelle mani di chi le ha vinte ai dadi a dike,
        tutti si stanno tassando e ne trattano il riscatto,
        nel frattempo la vendetta ha dato il cambio alla giustizia inerme e latitante.
        Intanto i giustizieri si muovono col buio e nel silenzio,
        nessuno sa chi sono ma fanno bene quel lavoro
        C'è chi propone di giocarsi a dadi anche la tunica e la spada,
        pur di perderli e far si che tutto resti come adesso.
        Alexandre Cuissardes
        Composta domenica 27 novembre 2011
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