Questo sito contribuisce alla audience di

La soffitta piena d'aria

Osservo i miei gesti con un occhio diverso,
sono gli ultimi.

Ho estratto le mie carte dai bauli,
le ho sparse per terra,
ho aspirato le parole per far prima,
ma le ho confuse.

L'aria le sta ricomponendo,
quando saranno pronte
per farsi leggere e capire
allora io sarò pronto per sparire.
Composta martedì 29 novembre 2011
Vota la poesia: Commenta

    La resa

    Non so tendere la mano per stringerla a nuovi alleati,
    ne chiudere il pugno per difendermi,
    o aprirla per avere.

    Non so alzare il braccio a pugno chiuso o mano aperta per adeguarmi ad un colore.

    So soltanto usare le mani per lavorare ed asciugarmi il sudore,
    forse il meno redditizio degli usi.
    Composta martedì 29 novembre 2011
    Vota la poesia: Commenta

      La stazione dei fermi

      Le cinque di mattina,
      arrivano ai primi treni,
      hanno le borse del supermercato
      con dentro i vestiti della notte,
      vistosi ed attraenti.

      Facce ripulite
      da truccare di nuovo stasera,
      per una offerta convincente.

      Aspettano, occhi bassi,
      la spavalderia si è esaurita,
      tornerà domani notte.

      Ed intorno a noi
      vagano quelli che non ce l'hanno fatta,
      quelli che dormono per terra,
      nelle sale d ' attesa,
      sulle panchine,
      quelli che strisciano lungo i muri a testa bassa,
      quelli ai quali il vino e la paura
      danno ormai un perenne identico tremore,
      quelli che convivono col dolore e la vergogna,
      quelli che per non pensare perdono la testa,
      e quelli che non sanno urlare,
      quelli vittime di tutti e tutto.

      A loro va il pensiero.

      Ma perché ho detto... intorno a noi...,
      se io sono con loro,
      uno di loro.
      Composta martedì 29 novembre 2011
      Vota la poesia: Commenta