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Solo andata

Vai a chiamarla,
è giù in strada che osserva i passanti,
digli che può salire
io sono pronto,
tu porta fuori il mio bagaglio,
lasciami sul tavolo di cucina un bicchiere col vino vecchio,
quello che sai,
quello dell'addio.

Solo per me,
lei non beve.

Quando sarò partito
prendi ciò che ti spetta,
è nella borsa sul camino
chiudi porte e finestre
e libera i fantasmi,
perché più nessuno
dovrà abitare questa casa,
da oggi è maledetta.

E vattene,
chiudi veloce il portone dietro di te,
corri via
dimentica di avermi conosciuto
e quello che qui è successo.
Composta venerdì 9 dicembre 2011
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    Con così pochi re son scarsi i sudditi

    Eccoli tutti in giro
    il primo e gli altri mille re di Roma,
    in ordine non sparso,
    negli stessi luoghi.

    La corte,
    la finta nobiltà,
    gli aspiranti qualcosa
    e la gran corte di ruffiani.

    Gli ambiziosi di turno,
    gli ambasciatori del peggio,
    i sempiterni nani e ballerine,
    frotta per osti alla moda e discreti tenutari.

    Alle ammucchiate serali,
    smessi i panni dell'ufficialità,
    rimessa in tasca la seconda faccia
    festeggiano bandiere rosse con camice nere,
    colori a tempo tenuti in vita per mestiere
    e adesso fusi nell'allegria e nell'alcol dei bicchieri.

    E tutti molto in forma,
    e con la pancia piena
    intonano faccetta rossa bell'abissina indossa la bandiera nera che trionferà,
    ed in stentato romanesco
    ... evviva la politica che ce fa magnà,
    e domani er teatrino può ricomincià...

    forse questa Roma ha accomodato le rime
    e scomodato un paese.
    Composta giovedì 8 dicembre 2011
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