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Basta crederlo

Abbiamo "un pensiero in due",
quando lo sentivo dire pensavo
alle classiche coppie così unite,
come se fossero una cosa sola,
una testa sola,
le classiche due anime in un nocciolo.

Anche noi abbiamo "un pensiero in due"
ma non perché siamo tutt'uno ma perché
solo uno dei due pensa, e quello sono io.

A me il peso del pensare,
decidere e non soddisfarti mai,
a te la leggerezza del vivere senza problemi
e con l'energia sufficiente a criticare
A te la polpa a me il nocciolo.
Composta giovedì 22 dicembre 2011
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    Divina commedia, inferno chiuso per lavori in corso

    Tutti hanno visto Dante
    in mezzo agli architetti,
    (c'era anche il Brunelleschi assieme con Virgilio)
    guardare laggiù in basso.

    Parlavan di ampliamenti,
    di creare altri due cerchi,
    visto l'affollamento.

    Ed han previsto il primo per chi,
    fra gli uomini di legge,
    a disonore della toga,
    e con coscienza sporca o vagabonda,
    poco ha sentito il peso del dovere,
    ha mal distinto fra chi ha colpa o torto,
    ha fatto ciò che ha fatto solo per mestiere,
    ha emesso sentenze ingiuste,
    ha scritto molti libri,
    troppo citato i colleghi morti
    ma mai i propri torti.

    Adesso passato a peggior vita,
    meriterà di stare
    in mezzo a chi ha protetto,
    insieme a chi ha salvato
    senza che meritasse.

    In piedi,
    con la bilancia in mano,
    rovente per la fiamma
    tutto il peso da una parte,
    i piedi dentro il sangue
    versato da innocenti.

    Ed il secondo cerchio
    tutto ai politicanti,
    tanti inutili e arroganti.

    Per tutti loro a turno
    uno a fare il gran comizio
    e gli altri ad ascoltare
    sotto la grande pioggia
    portata dal cerchio dei golosi
    assieme al fango puzzolente
    dove staranno tutti immersi
    incluso l'oratore,
    a dire ed ascoltare il niente.

    Poi Dante e gli architetti hanno guardato il cielo,
    -ma è tutto così perfetto-,
    si son fatti sfuggire,
    -sono sufficienti,
    per chi deve salire
    i cerchi già esistenti,
    i buoni non son tanti,
    basta creare un "belvedere" da dove chi ha sofferto le ingiustizie possa vederli giù arrivare,
    li possa spernacchiare,
    fare gran lanci in basso
    e soprattutto far la guardia affinché non possano più uscire
    "a riveder le stelle"
    Composta giovedì 22 dicembre 2011
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      Da capo a piedi

      Gli uomini ti guardano
      con desiderio
      ammirano le tue vesti,
      ma io conosco il miracolo che coprono.

      E godo nel sapere
      che tornati a casa
      ti spoglierai
      ed io percorrerò il tuo corpo con le dita,
      lo segnerò leggero con le unghie,
      lo esplorerò con gli occhi,
      con la bocca
      ti assaggerò,
      aspirerò i tuoi profumi.

      Nudi come se fossimo i primi,
      unici come se fossimo gli ultimi rimasti.
      Sulle nostre lenzuola di sabbia
      di quest'isola che qualcuno chiama letto.
      Composta martedì 20 dicembre 2011
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        La locanda tiratardi

        Tu dormi nella stanza accanto,
        hai il tuo televisore,
        i tuoi orari,
        il va e vieni da non spiegare.

        Ecco come è finito il nostro amore,
        una convivenza fatta solo di quotidiana convenienza,
        fino all'occasione buona per cambiare.

        Io non sento niente di te ma tu di dici di sentire il mio russare
        e non perdi l'occasione per rinfacciarmi i fiaschi del passato
        ed i difetti di ogni giorno,
        ma quando resto solo,
        cancello i fiaschi del passato e metto davanti a me il fiasco di oggi,
        quello di ogni giorno,
        ed un bicchiere,
        e curo il mio star male.
        Composta lunedì 19 dicembre 2011
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