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Che tenerezza mi fai,
col tuo profumo di latte.
Lo sento,
io che ti vengo vicino
col mio respiro stanco
di fine giornata,
col mio alito che sa di
di fumo,
di vita
di oggi.

Che dolce sei col tuo sorriso
largo quanto il tuo viso,
sorridi anche alle mosche,
sorridi a tutto ciò che si muove,
al mio essere lì.

E mi ricordi tua madre,
quando la voglio ricordare,
ed in te tutto me la ricorda,
e sei così diverso da lei quando voglio che sia così.

E quando allarghi le piccole braccia e scalci,
e giri la tua testa e fai mille domande
a gesti,
con gli occhi
o col tuo allegro strillare.

Sei l'incredibile miracolo
che avviene anche per chi non crede.

E tremo per il tuo futuro e
vorrei essere già vecchio
per vederti grande,
allontanarmi per destino
ma sereno per aver fatto tutto ciò che meriti,
con la coscienza a posto
sano ed in poco tempo per dare il minor disturbo,
o non perdere la testa prima che succeda
per sparire in fila dietro all'ultimo elefante
col tuo sapore di latte di nuovo addosso,
da portare con me.
Composta domenica 8 gennaio 2012
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    Amori in cornice

    Ho visto l'amore in quella donna che si piega a raccogliere un foglio caduto al suo uomo ormai rigido.

    L'ho visto nei due amanti che dopo 40 anni si amano ancora da amanti.

    Ho visto l'amore negli occhi pieni di apprensione di te che aspetti il ritorno di nostro figlio.

    L'ho visto in chi in silenzio fa scivolare la mano sulla sua mano,
    si vede l'amore,
    in chi lo dimostra non in chi dice di provarlo.
    Composta domenica 8 gennaio 2012
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      La strage dei polli

      Fumata bianca
      alla gente stanca.

      Hanno trovato la soluzione
      dopo tanto ripensare
      per spostare l'attenzione
      dalle cose da cambiare.

      Il problema è l'evasione.

      Quindi,
      ordine dall'alto,
      né pietà né distinzione
      nel colpirla l'evasione,
      che sia essa per campare
      o che sia per arricchire.

      Grande guerra al criminale,
      con proclami dappertutto:
      -chi evade ruba,
      è brutto,
      il paese lo ha distrutto,
      cittadino,
      guarda, ascolta,
      osserva, spia,
      e denuncia alla polizia-.

      Via,
      mandiamolo in galera,
      dopo un pubblico processo,
      ma soltanto se si è certi
      del reato contestato,
      l'evasione per miseria,
      quindi ladro di polli e fesso.

      A chi invece evade molto
      non va fatto nessun torto,
      come a chi,
      dai posti in alto
      ruba agli altri e fa man bassa,
      spreca i soldi della gente.

      Non ha mai nessuna colpa,
      -sono gli altri-, si difende,
      e continua la sua corsa.

      Lui si sa non è evasore,
      è diverso il suo rubare.

      Al ladro di polli dagli addosso
      ma non toccare il ladro grosso,
      al ladro di polli non farla far franca
      ma non toccare chi ci comanda,
      non ti provare a toccare una banca
      non ti provare a toccare i partiti.

      Stai attento a toccare la banda.
      tutti i partiti devon campare,
      tutti i politici devono mangiare,
      tutti i peggiori devono comandare,
      per la democrazia è il prezzo da pagare,
      per questo paese,
      per farlo affondare.
      Composta martedì 3 gennaio 2012
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        ho sognato la realtà

        L'uomo senza calli alle mani parla della vita di ogni giorno conosciuta non per esperienza ma per sentito dire o riportata dalle rassegne stampa.

        Le sue parole vengono sempre commentate dai governanti come parole di buonsenso,
        come se il buonsenso fosse un patrimonio raro
        e non dovesse essere la norma.

        Gli artefici del grande inganno
        mentre ci promettevano il futuro
        si assicuravano il loro presente,
        ed anche il futuro.

        E noi che adesso siamo la prima generazione di traditori
        ma non l'ultima dei traditi
        siamo inadempienti verso i nostri cari
        per mancanza di mezzi,
        forza e capacità,
        per aver applaudito troppo
        capito poco
        e riflettuto ancora meno.

        E spesso il nostro fratello
        ormai tale solo di nome
        ma non di fatto
        prega insieme a noi
        ma ruba nella chiesa accanto.

        E di nuovo rimbombano le voci alla coesione
        ma tutto si ripete come allora,
        verso nuovi elettori
        verso nuovi illusi.

        Cercasi sudditi disperatamente
        elettori per ambiziosi miseri potenti,
        credenti pronti ad urlare a comando
        a vivere trascinati
        felici degli ideali altrui
        degli interessi altrui,
        convinti dai procacciatori di sudditi moderni,
        il tutto in nome di una democrazia delle promesse.
        Composta venerdì 23 dicembre 2011
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