Ed io vi osservo...

Ti sfiora per sentire le curve del tuo corpo.

Scivola la sua mano sopra la tua mano,
poi sale al braccio,
fino alla spalla,
al viso,
lui porta i tuoi profumi al naso,
e cambia il suo respiro.

La mano adesso scende al contrario,
ti accarezza lenta con le nocche,
il ruvido dell'osso sulle morbide guance,
sulla schiena,
... il brivido di entrambi.

Ti vede con le mani,
col corpo,
con la bocca,
anche se non con gli occhi,
il tuo amore cieco.
Alexandre Cuissardes
Composta mercoledì 25 gennaio 2012
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    La scala condominiale

    Diamola a questo tempo così improbabile la colpa di tutto,
    salviamo noi stessi dalle reciproche critiche che non ci portano a nulla.

    Chiudiamo la porta al fuori,
    basta col lasciarla aperta apposta per far sentire agli altri ognuno le proprie ragioni.

    Basta con quel provare e riprovare che non è bastato,
    non è servito.

    Salviamo quel poco dell'insieme
    e non quel troppo dell'essere nemici.

    E facciamo in modo che non sia l'ennesima inutile prova.

    Posso dartela vinta già da adesso se questo può servirti,
    tanto non cambia nulla,
    ho perso,
    e non so neppure contro chi.
    Alexandre Cuissardes
    Composta mercoledì 25 gennaio 2012
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      8 febbraio 1980

      i campi calano giù,
      verso il mare immaginato
      il verde di ieri giace sotto il bianco della brina.
      La osservo
      con in tasca i miei sbagli,
      -licenze poetiche-
      rispondo a chi me li rinfaccia.
      Quella montagna racchiude miele
      come la sua corazza
      ma è già passato un trentennio dall'ultimo secolo vissuto
      e la pace,
      utopia,
      è parola malvista.
      Mentre le mie tasche continuano a gonfiarsi di errori
      la montagna cede il suo miele e la sua voce disincanta.
      Ma anche il tuo canto è un allarme
      preludio alla guerra.
      Le mie tasche vomitano i vecchi errori
      lascio posto ai rancori sopiti,
      adesso ho licenza di agire.
      Alexandre Cuissardes
      Composta venerdì 8 febbraio 1980
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