Donne racchette uomo palla

Sdegnata volta lo sguardo dall'altra parte,
per non vedere in faccia la nemica,
mostra la schiena
a quella che ha tolto il padre ai propri figli,
ed il marito ad una moglie,
quella che ha reso un uomo
un mezzo zero.
quella che lei chiama
"la grande tana,
caldo rifugio per l'attrezzo del signore".

La rende pazza di dolore
l'essere stata presa in giro da chi è peggiore,
da chi per conquistare
usa il suo corpo e non l'amore.

Da tempo si è spogliata del suo dover di moglie
ma resta madre,
subisce sempre
non sempre tace,
sopporta,
e basta.

Ma adesso sono vicine,
sente la presenza di lei
che vive della sua avvenenza,
di lei che guarda in faccia chi è tradito,
che porta sempre a casa il risultato,
purché sia un uomo con la fede al dito,
purché sia un marito.

L'uomo è solo il premio per la sua vittoria
nella eterna guerra contro le altre donne.

Qualcuno prima o poi la sdraierà per terra
ma non per sesso o voglia,
e non sarà un uomo
ma una moglie.

Allora a testa china torneranno a casa in tanti,
gettato l'uomo nella spazzatura
con gli occhi bassi e la stessa spiegazione,
tutti concordi su a chi dar la colpa,
di nuovo pronti al vecchio ruolo,
padri e mariti,
in cambio di un tetto e un piatto caldo,
e del disprezzo eterno di tutte le tradite.

Ma in fondo conviene a tutti dare
la colpa a chi è scomparso.
Con lei la colpa è morta,
è morta lei,
la colpa dei mariti non esiste,
è morta da bambina.

Una puttana in meno per le mogli, un nemico in meno.
Concordano i mariti, almeno ufficialmente.
Alexandre Cuissardes
Composta domenica 29 gennaio 2012
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    La terza donna

    Di lei osservo il viso,
    la sua espressione,
    ogni movimento,
    il calore del fiato,
    il battere di ciglia,
    la bocca che mi parla
    è amore.

    Dell'altra non mi importa di vedere il viso
    basta che lo senta,
    lo senta addosso,
    sul mio corpo,
    le labbra
    la bocca che non parla
    ma mi sfiora,
    sa dove e come colpire
    è sesso.

    Di lei amo le mani
    che mi accarezzano
    mi sfiorano
    le mani che si muovono per accompagnare le sue parole
    è amore.

    Dell'altra mi piacciono le mani
    che mi toccano
    mi stringono,
    lasciano qualche graffio sulla pelle
    quelle mani che si muovono per far raggiungere il piacere
    è sesso.

    Di lei amo il corpo
    quel corpo da ammirare,
    da annusare,
    accarezzare,
    è amore.

    Dell'altra mi piace il corpo
    quel corpo che mi si strofina addosso,
    sfrontato,
    provocante,
    quel corpo che crea il mio desiderio per poterlo soddisfare.

    Lo so che vivo in modo disonesto
    e sono un amante e un prigioniero.

    ma quando trovo il tempo per pensare
    mi viene sempre la solita domanda,
    quale delle due è in fondo è l'l'altra.
    E cerco la risposta nel trovare quella che in una strada o in un locale passa il suo tempo ad aspettare,
    e per il giusto prezzo ti sa dare il corpo,
    il tempo
    e sa capire e consolare.
    E per quella mezzora finalmente c'è chi si occupa di lui,
    ed io non penso a niente.
    Alexandre Cuissardes
    Composta domenica 29 gennaio 2012
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      Ha chiesto asilo

      Da chi zero rispetto e da chi troppo.
      Tutti a dibattere sul si o sul no
      ma intanto nessuno tenta di svecchiarla
      oppure di rifargli il maquillage,
      nessun chirurgo se la sente di
      intervenire seriamente.

      Col tempo è diventata una coperta che ognuno vuol tirar dalla sua parte,
      un pretesto per far danni,
      o la preda squartata ormai da troppi cani.

      Offesa per l'indegno trattamento,
      stanca dall'esser presa per il culo dai peggiori
      con mossa preparata ormai da tempo
      a notte fonda senza dire niente
      ha preso l'aeroplano per l'america
      dove da sempre sta una sua parente.

      Si dice che abbia già,
      per precedenti accordi,
      avuto la cittadinanza
      e il passaporto.

      E dopo la scoperta nessuno si azzarda a far denuncia
      a render pubblico il fattaccio.

      Tutti sono pronti al vuoto se viene a mancare il presidente,
      il suo garante,
      ma nessuno s'aspettava la fuga della garantita.

      Ma intanto la verità comincia a trapelare,
      si comincia a sentir dire anche il motivo,
      è scappata per disperazione
      ... la costituzione.

      Chissà che un giorno non ritorni qui in vacanza,
      sotto mentite spoglie,
      a vedere ciò che resta del paese.
      Alexandre Cuissardes
      Composta domenica 29 gennaio 2012
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        I cani addosso

        Non contano i miei errori
        il mio mestiere consiste nel vedere i tuoi,
        non contano i tuoi errori
        il tuo lavoro consiste nel rinfacciami i miei,
        ma entrambi sappiamo dove arrivare,
        dove fermarci,
        perché andare oltre vorrebbe dire
        togliere il tappo a questa barca
        che ci sopporta a malapena
        ed affondare entrambi.
        Alexandre Cuissardes
        Composta mercoledì 25 gennaio 2012
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          Cara compagna

          Socia bottiglia che non mi tradisci,
          che vorrei piena anche dopo mille bicchieri,
          mi conosci così bene che quasi ti versi da sola,
          ed in base al mio volere del momento,
          come se fossi una cantina ben fornita,
          mi dai ciò che mi serve per esser o triste o allegro,
          o più semplicemente qualcosa per dormire.
          Sei legata per la mia vita a quel bicchiere
          che non disdegno a volte di tradire,
          sfacciatamente,
          rovesciando la tua bocca sulla mia
          specie quando la sete è ancora tanta
          e tu purtroppo sei ormai vuota,
          e mi costringi ad aspettare l'arrivo dal tuo fondo di poche gocce del tuo umore,
          come se fossi donna ed io la bocca sul tuo sesso.

          Sai quante volte ti vorrei lanciare al muro
          spaccarti in mille pezzi e poi sentirmi puro.

          Ma penso che tu non mi hai mai fatto niente,
          che mi sei rimasta accanto sempre fedele ed ubbidiente.

          Se ti dovesse capitare qualcosa,
          se avessi un infortunio sul lavoro,
          giuro che ti farei un funerale con sepoltura degna
          e dedica d'amore,
          e come voto,
          te lo dico fin da adesso,
          dopo di te non guarderei più in faccia una bottiglia,
          m'inventerei qualcosa per continuare a bere,
          farlo di schiena,
          da botti o fiaschi,

          o forse solo dal bicchiere,
          l'orfano ed il vedovo uniti nel loro dispiacere.
          Alexandre Cuissardes
          Composta mercoledì 25 gennaio 2012
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