I sordi

L'hanno detto prima in pochi,
poi l'han detto tutti quanti,
non si può più andare avanti.
L'hanno detto in molti modi,
l'hanno detto con preghiere
l'hanno detto a muso duro.
Lo dicevano anni addietro,
l'hanno detto l'altro ieri,
l'hanno detto al presidente.
L'hanno detto a chi è importante
ed a chi non conta niente.
L'hanno scritto sui giornali,
l'hanno scritto sopra i muri.
Hanno urlato e scioperato,
li hanno offesi per le strade,
per le piazze ed in tivù.
Che non c'è proprio più nulla,
che nessuno più convince
l'hanno detto col silenzio,
e col rumore dei forconi.
L'hanno detto bestemmiando,
non sentendo più ragioni.
L'han gridato i suicidati,
prima d'essere ammazzati,
Ma troppe lingue san parlare
e poche orecchie san sentire.
Sembran tutti addormentati,
... finché un suono di mitraglia
prende il posto della sveglia
I tardivi pentimenti sono stati rifiutati.
.... tutti quanti condannati...
Alexandre Cuissardes
Composta venerdì 4 maggio 2012
Vota la poesia: Commenta

    Il tuo amore dei capelli bianchi

    un giorno la tua solitudine di anziana
    ti farà innamorare dei mali dell'altro conosciuto,
    più che dell'altro,
    della sua vita passata,
    e manifesterai amore
    dicendo
    "oh poverino quanto hai sofferto"
    e lo carezzerai
    come si fa col gatto,
    e vivrai questo amore,
    fatto di parole
    brodini e televisione,

    Ed entrambi mentirete per non ferire l'altro, e ricorderete il tanto che avete visto
    ed il poco che avete avuto.,
    ma qualcosa inventerete,
    per darvi un tono,
    ed un passato interessante.
    Tu gli darai la mano,
    che tremerà con la tua.
    Compagna dell'ultimo minuto,
    con nulla di condiviso,
    tutto da raccontare,
    qualcosa ancora da sognare.
    Alexandre Cuissardes
    Composta venerdì 4 maggio 2012
    Vota la poesia: Commenta

      Caro san marco, festeggiato il 25 aprile

      il giorno che ci hanno liberati da qualcuno
      ci ha fatti prigionieri qualcun altro,
      e dopo 70 anni di molto festeggiare
      con tante liti e tante discussioni,
      su tutto e tutti,
      sui negozi aperti o chiusi,
      o aperti a mezzo,
      e molto sui princìpi
      e poco sulla fine
      che ci tocca fare,
      a noi basta tenere aperto
      e bene in vista il posteriore
      ed aspettare l'ennesima supposta non cercata.
      Con tanti bei discorsi sui valori,
      sulla costituzione
      e la democrazia,
      fatti dai palchi e nelle piazze
      da gente ben pasciuta
      che parla ai tanti,
      troppi con le pezze al culo.
      Ai vecchi che aspettano la fine,
      ai giovani col nulla garantito.
      Ormai qualcuno crede per stanchezza,
      per tessera o per scuola
      altri si curano di canne,
      qualcuno in piena rabbia spara,
      ma solo col dito,
      in mancanza d'altro
      o di meglio,
      ma intanto sono in troppi,
      da ogni parte,
      quelli che sono in corsa,
      si preparano a far danni
      che non si può davvero non pensare
      che chi ha capito tutto sono loro.
      Intanto il nostro ruolo è assicurato,
      avuto senza apprendistato,
      è quello dei coglioni a vita
      tenuti in piedi a fare i vinti,
      perché senza noi vinti
      non ci sono vincitori
      .
      Alexandre Cuissardes
      Composta venerdì 4 maggio 2012
      Vota la poesia: Commenta

        Sulle nostre teste sporche

        Gli uomini con la toga nera,
        riuniti in gran consulto
        sono divisi in due fazioni.
        Una dice
        che non possono sbagliare
        l'altra invece "si può fare",
        l'importante è non pagare.
        Alla fine del confronto
        han trovato un buon accordo
        ed emesso un documento.
        In nome di "loro tutti insieme"
        hanno stabilito che
        la sacra indipendenza
        sta nel poter sbagliare
        senza dover pagare.
        La loro onnipotenza
        sta nel non poter sbagliare.
        Delle due,
        a noi la scelta
        su come preferiamo.
        E che importa se qualcuno gli voleva un po' diversi,
        Adesso sono quasi pari grado
        col dio di noi cristiani
        perché loro son loro
        e noi, come diceva il belli,
        non siamo un cazzo.
        Alexandre Cuissardes
        Composta venerdì 4 maggio 2012
        Vota la poesia: Commenta

          Le battaglie degli altri

          la giustizia vera si è ormai arresa al peggio
          senza porre condizioni,
          come un qualunque perdente.
          Le anime sante sono diventate anime tante,
          troppe.
          Chi dovrebbe giudicare respinge il giudizio della storia
          ed ancor prima quello della ragione offesa.
          Il presidente ha parlato di nuovo
          e tutti gli riconoscono parole di buonsenso,
          come se il buonsenso fosse l'eccezione
          e non la norma,
          poi voltano le spalle
          e sono di nuovo in
          guerra.
          Alexandre Cuissardes
          Composta venerdì 4 maggio 2012
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di