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Buongiorno

Esco al mattino presto,
prendo aria ed ispirazione allo star male,
ma non scarico la rabbia,
spezzo la prima luce in due.
Vedo tornare a casa quello a cui è andata buca,
quello con la scusa pronta per la moglie,
vedo tornare da solo
quello che non sa dove tornare,
ne dove è andato
e sento il fumo di quello che è andato e non ritorna più.
Vedo chi ha paura del giorno,
chi della notte,
chi
come me,
di tutto.
Composta domenica 27 maggio 2012
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    Il servitore dello stato, il servitore dell'antistato

    Mille euro e una visiera
    poca speranza di carriera
    fermo in piedi ad osservare,
    a sentire chi offende te
    per far capire a chi non c'è.
    Forse lo ammazzi,
    ma con la mente.
    Certo che a lui non succede niente
    Ti ha messo lì chi decide tutto
    e adesso osserva da dietro le quinte.
    Lo ha messo lì chi decide tutto
    e adesso osserva da dietro le quinte.
    Composta domenica 27 maggio 2012
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      La fine infinita

      Ci voltiamo
      a non vedere.
      Silenzio di stato,
      silenzio di gente.
      Chiusi nel nostro soffrire,
      passa il concetto
      che chi colpisce duro
      lo fa anche per noi.
      Il silenzio è un assenso.
      Del resto ormai lo sappiamo
      che lo stato è il primo
      a fare vittime innocenti,
      e dopo sparire,
      non esistere.
      Abbiamo le mani coperte con i nostri guanti,
      guanti di crosta grossa,
      adatti solo per spaccare,
      distruggere,
      l'unico mestiere che ormai possiamo fare.
      Intanto,
      con i corpi ancora caldi
      stesi a terra,
      a marcare i confini della vergogna
      arrivano le parole ufficiali
      portate dagli eterni troppi.
      Ognuno con la sua risposta
      ed un colpevole da mostrare,
      ognuno col suo bagaglio di frasi
      da rispolverare
      e purtroppo ancora un po' di gente ad ascoltare
      e credere.
      Composta sabato 26 maggio 2012
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        Il lento andare indietro

        Dal giorno dell'ultima sconfitta
        ho il cuore fisso al chiodo.
        Mi basta che batta
        per il campare quotidiano,
        il battere d'amore non glielo lascio fare.
        Il cervello e lì all'ammasso
        assieme a tutto il vecchio
        che ho portato giù dalla soffitta,
        la spazzatura di una vita.
        Con le mani ruberei
        se trovassi qualcosa da rubare,
        ma quando ci provo
        c'è sempre qualcuno che mi ha preceduto.
        Con le mani pregherei,
        ma sono stato sconsigliato,
        meglio usarle per applaudire,
        mi hanno detto
        quelli che sanno "come si fa a vivere".
        Intanto le mie le gambe,
        corrono,
        chissà se per inseguire o per scappare.
        Ormai non so più neppure dove sono,
        ma ho letto su un cartello
        che questo posto
        qualcuno l'ha chiamato italia.
        Composta sabato 26 maggio 2012
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