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L'ultima stanza

Il letto è diventato ormai una cuccia da cani,
adatto a chi la vive
una vita da cani.
I lenzuoli sono tutt'uno con le coperte.
C'è aria pesante
nella stanza,
cose sparse,
non più utili,
ma forse sono io che non so più usarle
oppure sono io a non essere più utile a loro.
Ormai è tutto cosi provvisorio
che anche quando faccio le cose ordinarie
ho i movimenti lenti ed i riflessi scarsi,
sono fuso e confuso.
Composta lunedì 4 giugno 2012
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    Le nuove regole

    Hanno condannato un magistrato,
    per avere emesso sentenze
    senza esser preparato.
    Hanno condannato un avvocato
    per aver fatto assolvere il colpevole di un reato,
    hanno condannato un consulente
    per aver favorito un delinquente,
    hanno condannato chi dovevano
    senza rispetto per il ruolo
    o per il ceto,
    non più in nome della legge
    o del popolo italiano
    ma in nome del buonsenso,
    della ragione,
    di un paese diventato
    finalmente sano.
    Composta domenica 3 giugno 2012
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      Vivo per dare, morto per avere

      Il tempo è meraviglia ed orrore,
      il tempo è punizione
      o premio.
      Il tempo è medico,
      è malattia,
      è bello,
      brutto,
      a seconda di ciò che ti regala
      o di ciò che ti nega.
      Non sempre è galantuomo,
      non sempre rende giustizia,
      ti trascina finché vuole,
      può anche farti morire di quella morte
      che ti lascia vivo
      e libero di respirare,
      ma solo di respirare,
      e non abbastanza,
      e questa è la condanna,
      il tempo ti misura il fiato,
      sempre troppo corto.
      Ma dietro questo tempo c'è spesso l'uomo.
      Composta domenica 3 giugno 2012
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        Il lavoro rende liberi?

        Un uomo forte disciplina il nostro marciare,
        due file ferme stanno ai lati
        con gli sguardi fissi,
        statue di pietra
        col cappotto di stoffa militare.
        Volti tutti uguali
        unica madre,
        unica mano,
        unica firma.
        Se solo fossi forte
        come lo fui nei sogni
        uscirei dalla fila
        e mi ribellerei.
        Ma stritolo fra le dita,
        solo il mio antico niente,
        il mio non potere.
        Ci accompagna,
        ognuno,
        una colonna sonora
        dentro la mente,
        insieme ad immagini scure.
        Intanto si allontana il cancello d'ingresso
        con la sua scritta che balla,
        fugge dalle nostre spalle,
        perdiamo il senso della via d'uscita
        o della via di fuga.
        Chi non ha pianto quando era piccolo
        ha tenuto in serbo le lacrime per adesso
        e le piange tutte.
        Composta domenica 3 giugno 2012
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