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L'ultimo lasciare

Ho cambiato nome,
ho fatto del mio nome
un'altro nome.
Il mio l'ho cancellato,
o forse l'ho ammazzato
o l'ho affidato a qualcosa da poco,
non ricordo,
ero confuso.
Mi sono preso un po' di tempo
per vivere una vita diversa,
quella di un nome non mio.
Ho seppellito il nome prima di me,
e me col vecchio nome.
Oggi muore un nome
dentro c'era un uomo.
Composta lunedì 4 giugno 2012
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    La mano vuota

    Che fine ha fatto la parola noi
    che abbiamo tanto corteggiato insieme,
    se ormai c'è un muro che divide il tu dall'io.
    Che senso ha per me poter dire solo io,
    anzi io solo... io da solo.
    Quell'"e" che ci legava
    come in una società d'affetto
    io l'ho segato ormai da tempo,
    resta lo spazio vuoto,
    anzi,
    solo il vuoto
    nel mio spazio.
    Composta lunedì 4 giugno 2012
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      Hyde park corner

      Parla,
      giusto per dare aria alla bocca,
      parla per dare fiato alle tue trombe,
      per rendere il tuo niente qualcosa di conosciuto.
      Parla per chi ti ascolta
      e per chi passa veloce,
      parla anche per chi crede che tu parli per lui.
      Ma io che ti conosco,
      lo che non parli neanche più per te,
      parli per parlare
      e basta.
      Composta lunedì 4 giugno 2012
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        Non servi

        Caro buonsenso
        ti hanno visto in tanti,
        quasi disperato,
        offrirti a tutti
        anche al peggior offerente,
        come una puttana chiedere,
        o chiedere come chiede un mendicante,
        a testa bassa.
        Implorare l'attenzione come un bimbo,
        pur di rientrare tra la gente.
        Caro buonsenso
        ormai lo sanno tutti
        che come per le stoffe finisce la stagione
        per te è finito il tempo
        e non ritorna.
        Composta lunedì 4 giugno 2012
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          Buio all'indietro

          Ho perduto Emanuela,
          ... no,
          mi hanno perso Emanuela.
          Immagino l'abbraccio
          che non mi ha mai dato,
          come sentissi le sue braccia al collo,
          e poi lo strappo,
          ed è già oggi
          trent'anni dopo,
          il collo porta ancora i segni.
          E vedo il passato opaco
          scansando l'oggi,
          mi scorrono davanti le grida mute,
          il muoversi delle bocche,
          l'impotenza di tutti
          e la onnipotenza del mistero.
          Il mistero,
          c'e il sole anche oggi
          come sempre ieri
          e prima.
          Si affaccia il potere dal balcone bianco,
          si affaccia il potere senza la risposta.
          Composta lunedì 4 giugno 2012
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