Circolo Garibaldi

Un vecchio compagno di provata fede,
che ancora vive nella resistenza
al non si sa più cosa,
causa la poca vista
legge il giornale con la lente,
l'altro giornale è sulle gambe,
Sotto al tavolino,
lo tiene lì per dopo,
l'ha prenotato a modo suo.
Parla con un amico,
anche lui con un giornale
che trattiene in mano,
pezzi di carta riservati a poi.
È il monopolio casereccio dell'informazione
e del possesso della stampa.
Uno soltanto legge il giornale di partito,
e lo traduce a modo suo con tre parole,
una parte del poco che ha capito.
Intanto quel che resta dell'idea
è ciò che ognuno sente suo
pur non possedendolo.
Ma l'importante è aver democrazia
e non vedere i dirigenti
come dittatori,
o non vederli affatto.
E se proprio uno si dovesse trovare al perso
vale l'antico detto
che
"a tre dita dal proprio cul tutto è permesso".
E mentre osservo
bevo il mio caffe,
primo mattino,
e sono pronto al resto del mio giorno.
Intanto i primi ragazzi delle scuole,
quelli che se ne sbattono di tutto
stanno arrivando,
parlano,
urlano,
ridono
presi fra i compiti da ricopiare,
lo sport ed i compagni
non di partito
ma di scuola.
Forse per l'ora
o per la troppa confusione
s'alza dal tavolo l'anziano
con la sua vita addosso
e brontolando prende la strada inversa
e se ne va
e non si rende conto della sua fortuna,
il non aver capito di aver perso.
Alexandre Cuissardes
Composta lunedì 11 giugno 2012
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    Pazzi a pezzi

    Le mani al mento
    a reggere la testa che guarda in basso.
    I piedi fermi a terra
    pronti a farsi piante e crescere
    ed aver foglie e frutti,
    e figli,
    pur di sfuggire ad una brutta fine.
    Le braccia alzate
    senza le mani già occupate in altro,
    resa senza condizioni.
    La testa è spenta,
    accetta ciò che un tempo le sembrava assurdo
    ed il corpo cade a pezzi,
    nessuno più lo vuole.
    Mani guantate
    lo getteranno in pasto a tramogge rumorose
    che divideranno il troppo marcio
    da quel po' di buono che si nota.
    Ed alla fine si sotterra,
    con ciò che resta di un uomo,
    la sua storia,
    ma non si sotterrano le colpe degli altri.
    Chi lo piange
    mentre scende nella buca
    si aggiunge a chi
    conosce la ricorrenza del giorno dei morti
    come la ricorrenza del giorno dei torti
    ... subìti.
    Alexandre Cuissardes
    Composta sabato 9 giugno 2012
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      tonache laiche

      Le bugie a fin di male
      sono già partite per le loro missioni.
      Le bugie a fin di bene giacciono ammassate in una fossa comune.
      Il tetro pessimismo
      si è rivelato come un sano senso della realtà.
      Chi predicava male ha vinto,
      chi predicava bene aspetta la seconda occasione
      ma si sta organizzando per predicare male,
      si adegua.
      Chi ascolta,
      ascolta oggi,
      come ieri,
      come sempre,
      e forse crede.
      I nuovi nati dovranno avere orecchie larghe per sentire
      e lingua corta per non parlare troppo.
      Prima di imparare a camminare
      dovranno imparare i gesti dell'ubbidienza.
      Questo dice la nuova scuola.
      Alexandre Cuissardes
      Composta sabato 9 giugno 2012
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