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Si ricomincia, ma non abbiamo mai smesso

Ancora non abbiamo tolto i vecchi
che già cominciano a volare i nuovi stracci.
Messo per ora l'ultimo monarca,
con le orecchie d'asino
dietro la lavagna
dalla supplente in calze a rete,
abbiamo già notizie sui nemici nuovi,
nemici poi di chi non lo sappiamo,
fra loro si fan guerra e noi paghiamo.
Adesso tocca alle presenze occulte
a chi da dietro il palco ha reso un comico
un aspirante re del nulla,
per rompere le regole
e rompere i coglioni,
manovrato,
a sentir gli altri,
uomo tenuto su dai fili.
Burattinai,
forse stregoni
forse massoni
certo furboni.
Ed ecco arrivano gli attacchi
volgari oppur sensati
urlati o scritti bene,
o sparati dal piombo dei giornali.
E allora dagli addosso
al sindaco ribelle,
primo protagonista dell'esperimento,
etichettato come "granduca popolare",
un dilettante,
rispetto a chi è addentro al malaffare.
E le dispute di tutti,
su tutti,
il nome ripudiato,
i nuovi parvenu della politica
e l'ironia di chi da troppo tempo
si sente re,
non si guarda in giro
o meglio in basso,
e non capisce di esser lui a rischiare
di finire sotto tiro.
Allora tutti addosso ai nuovi,
agli invasori,
a quelli che vogliono cambiare,
togliere il giocattolo di mano
a chi da sempre lo ritiene suo.
È l'antipasto fisso
del menù del giorno,
lo sputtanamento.
È il piatto nazionale,
il colpire l'altro,
sempre e comunque.
Ma di una cosa ci siamo tutti resi conto,
che il boccone è cosi ghiotto
che val la pena sputtanare
e sputtanarsi
pur di non perdere il diritto
di stare a quel banchetto a festeggiare,
mentre la gente intorno,
non ha più denti
neppure per litigarsi gli ossi.
Composta lunedì 25 giugno 2012
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    Fino a ieri

    T'ho aspettata sotto la pioggia,
    con l'emozione del primo appuntamento
    e l'amore delle mille altre volte.
    Ti ho aspettata al sole
    col culo sopra una lambretta
    o appoggiato ad un muretto,
    in mezzo a chi aspettava l'autobus,
    alla messa della domenica mattina.
    Insieme a chi manifestava
    perché si aspettava di più dalla vita,
    ed io lì in mezzo
    ma aspettavo te.
    Tu eri il mio di più dalla vita,
    bastavi.
    Composta lunedì 25 giugno 2012
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      Vita a due guerra a due

      Perché ci siamo scelti
      se siamo cosi uguali,
      forse
      per rendere ancora più monotona la nostra esistenza?
      Ed a cosa può servire
      avere un eterno si nella nostra vita a due,
      anzi a tre,
      tu,
      io e la noia.
      E se invece fossimo tanto diversi
      a cosa servirebbe discutere di tutto,
      cercare la battaglia,
      renderci ancora più difficile la vita.
      Ed allora perché siamo come siamo
      e ci siamo scelti.
      Noi non lo sappiamo,
      il caso la sa
      la verità.
      Composta lunedì 25 giugno 2012
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        Visto... con distacco

        Ed ecco che si baciano,
        lui e lei,
        a metà del primo tempo,
        belli grandi sul telone,
        con la musica più adatta.
        Ed io sto qui a guardare
        seduto in quinta fila,
        secondi posti,
        come nella vita,
        eterno spettatore,
        con i miei gusci in mano,
        con le mie noccioline in bocca.
        Nella sala qualcuno imita gli attori,
        bacia la fidanzata,
        magari sogna l'attrice.
        Io sto qui,
        non sogno niente,
        né l'attrice
        né la storia.
        Io sono gli altri,
        che non baciano le attrici
        ma mordono le noccioline.
        Composta lunedì 25 giugno 2012
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          tuttinfila

          Tornano in superficie i visi del passato,
          tutti lì in attesa,
          le rughe,
          le croste,
          gli occhi tristi,
          i denti cariati.
          Ecco il novecento.
          Ecco i partigiani,
          i fascisti,
          i contestatori,
          i terroristi
          i perdenti,
          i qualcosa.
          Si ripete l'errore che porta l'orrore,
          le valigie di cartone sono pronte,
          partono di nuovo i bastimenti,
          fazzoletti di carta salutano,
          tutti hanno saltato due repubbliche,
          siamo al primo novecento,
          ultima possibilità.
          Composta domenica 24 giugno 2012
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