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Alziamo noi le braccia, così si arrendono tutti

Cuor di leone
ma testa da coglione.
È persa in partenza
la rivoluzione.
Ognuno un uomo solo,
mai tutti un sol uomo.
Appena sapranno
che siamo un po' forti
già si candideranno
a guidarci i più furbi.
Qualcuno prenderà la guida di tutti,
noi gregge in nuova divisa,
pecore rabbiose
che cambiano padrone.
Ed io peggio di loro,
io che non ho nessuna soluzione.
Composta venerdì 6 luglio 2012
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    posizione ad elle

    Io ci sarò
    domani e dopo,
    fermo allo stesso posto,
    a contare le auto che passano,
    o le rane immaginate.
    A guardare nel vuoto,
    oppure il pieno,
    con gli occhi che si ribellano
    a quel lavoro monotono,
    io ci sarò,
    domani e dopo,
    piantato a terra,
    albero vecchio
    o palo del telefono,
    oppure neanche visto,
    urtato,
    non scansato.
    Ed alla fine del mio tempo
    ancora ci sarò,
    sdraiato a terra,
    albero spezzato.
    Composta lunedì 2 luglio 2012
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      Al capezzale di E.

      Quando alla fine dei piaceri della vita,
      frutto meschino del tuo rubare
      farai i conti con te stessa,
      ti accorgerai che il tempo non ti basta per pentirti
      e mentre sarai ancora viva
      ti sentirai strappare
      e tirare in basso,
      ricorderai quel Dio
      che alla fine ci torna sempre in mente
      per prenotarsi un posto nell'aldilà temuto,
      io sarò lì a guardare,
      anche se non mi vedrai.
      Composta lunedì 2 luglio 2012
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        Le storie sul corpo

        Un segno sul collo,
        morso d'amore,
        e graffi addosso.
        Righe rosse e sottili,
        firme di amanti
        ricordi di momenti,
        storie passate.
        Mi faccio una doccia
        per togliere tutto,
        lavare il passato.
        Mi asciugo,
        righe rosse e sottili
        ora stampate
        sull'asciugamano d'albergo,
        il morso no,
        è rimasto addosso a me,
        forse era d'odio.
        Composta lunedì 2 luglio 2012
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          Tu al collo porti una collana,
          io al collo porto una catena.
          Il tuo corpo indossa abiti di firma,
          io porto addosso quattro stracci da mercato.
          Il tuo viso ha la cura dei massaggi,
          il mio i segni degli schiaffi.
          Le tue mani si coprono con guanti in pelle,
          le mie mani sono coperte da calli.
          I tuoi occhi si illuminano di gioia,
          i miei occhi stanno spenti in basso.
          Tu siedi nei consigli di amministrazione
          io siedo sui gradini della stazione.
          Al tuo dito c'è un anello,
          al mio dito tutto ciò "che mi son legato al...".
          Saremo per forza di fronte
          prima o poi,
          e non da amici,
          il giorno della scesa in piazza.
          Ed alla fine,
          al collo non avrai più la collana,
          ma la mia catena,
          avrai ancora i tuoi abiti di firma,
          ma solo perché a noi non interessano,
          te li lasceremo.
          Sarai sdraiato,
          ti chiuderanno gli occhi,
          mani di prete,
          la pietà che non si nega,
          che la chiesa non nega.
          Avrai ancora gli anelli al dito,
          ma se qualcuno te lo taglierà,
          il dito,
          faremo finta di non vedere,
          sapremo che lo fa per rabbia
          non perché sia ladro,
          del resto tu non soffrirai più,
          ammesso che abbia mai sofferto.
          Io in un angolo della piazza,
          in disparte,
          guarderò il mio dito
          e finalmente scioglierò
          tutti i soprusi che a lui mi ero legato.
          Composta domenica 1 luglio 2012
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