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Lo sai che se mi guardo,
come sto facendo adesso
seduto a vestirmi
di prima mattina,
vedo due gambe stanche,
stanche di portarmi addosso.
E sento l'odio di una schiena costretta a stare dritta,
sempre sugli attenti,
anche per chi attento non lo è mai stato troppo.
Vedo la mia pelle lenta,
fatta di più età.
Le piccole vene che salgono in superficie.
E non mi serve il documento
per darmi gli anni che ho.
Ma subito mi viene da guardare chi mi dorme accanto.
Coperto dal lenzuolo respira un corpo con la pelle di velluto
venuto in vita quando io ero già quasi stanco della mia.
In lei c'è il meglio del meglio che abbia avuto
ed anche sognato.
È in una sola donna.
In una donna che sembra trovare tutto in me
anche se io in me non trovo quasi niente.
In una donna che mi riempie di affetto
di attenzioni,
mi chiama il suo tesoro.
Una donna che fra non molto mi sorriderà il buongiorno,
e da quel momento in poi io sentirò il suo abbraccio,
il suo profumo,
la sua presenza.
E mi sentirò "in due".
Che poi per lei sia tutto vero,
che sia così matta da pensarlo,
crederci,
o che tutto questo sia finto
e sia io il matto a vedere tutto vero,
è sempre il più bel buongiorno che potessi mai cercare
e soprattutto meritare.
Composta sabato 10 ottobre 2015
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    Le riflessioni del custode di cuori

    Sento dentro di me ogni battito del cuore d'altri,
    per tutto il tempo della loro vita.
    E se sono sfinito
    è perché ho le loro stanchezze.
    Quando ho vigore è per aiutarli nel loro fare.
    Sorrido delle loro emozioni
    e mi spengo nelle loro tristezze.
    Quando amano mi faccio da parte,
    sarei inopportuno.
    Un cuore in più.
    Quando odiano amo il loro odio,
    lo condivido,
    perché sono cuori buoni e giusti,
    hanno di certo le loro ragioni per odiare,
    ma sono spesso perdenti,
    destinati al crepacuore.
    Vivo della loro vita
    e sento quando si fermano per sempre
    e mi danno riposo
    ed ansia,
    dolore di lutto.
    E lasciano posto ad un cuore nuovo.
    Che prima o poi arriverà.
    Composta sabato 10 ottobre 2015
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      Il pezzo di luce

      Porto sempre con me un pezzo di specchio,
      per vederci il mondo dentro
      o vederci me.
      Per guardarmi il colore del fiato
      o per tenermelo davanti al viso
      con gli occhi chiusi,
      e scommettere con me che non li aprirò
      chissà per quanto tempo.
      E perdere,
      perché per quanto tempo non li aprirò io lo so,
      o forse no.
      Porto sempre con me un pezzo di specchio
      per potermi incidere la fine rossa
      quando sarò stanco di vedermi e di vedere
      e di perdere le mie scommesse,
      che vinca o perda.
      Composta sabato 10 ottobre 2015
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        Il nulla elevato a troppo

        Citano poeti e pensatori,
        pezzi di romanzi,
        idee degli altri e sogni infranti.
        Del loro
        ci mettono il tempo passato a leggere,
        qualche virgola,
        tre o quattro povere parole.
        Una tessera,
        forse si,
        qualche simpatia non dichiarata
        ma fatta capire.
        Ed alla fine si definiscono intellettuali.
        Composta sabato 10 ottobre 2015
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          Bentornati maltornati

          A quelli che la sera tornano a casa tranquilli
          perché convinti di avere fatto il loro dovere,
          di avere eseguito ordini,
          applicato regole giuste,
          e di avere per questo agito bene e nell'interesse di tutti,
          o che si sono semplicemente tappati il naso,
          cosa possono augurare quelli che della loro ipocrisia fanno le spese?
          Di non tornare a casa,
          o di tornarci e non trovare più la casa,
          oppure di ritrovare la coscienza perduta?
          Composta sabato 10 ottobre 2015
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