Libro rosso umore nero

Nei libri
si fa strada la verità,
striscia fra le parole,
serpe pericolosa,
veleno.
Intanto sonnecchiano i forconi,
in cantine ed armadi,
nascosti.
Oppure appendiabiti,
negli ingressi,
o fanno palestra in qualche orto
con anziani contadini.
Tutti in attesa.
Ed oggi
si ricordano i nobili natali
di questa repubblica degli altri.
Si cita chi ha lottato,
chi non c'è più,
ognuno lo fa suo,
tutto serve
soprattutto chi non può smentire,
non si sa mai.
Alexandre Cuissardes
Composta sabato 18 agosto 2012
Vota la poesia: Commenta

    l' ultimo lavoro

    Ho preso le misure
    per farti l'abito che meriti,
    non tanti da poco
    solo uno,
    prezioso,
    fatto di legno e raso
    che ti contenga bene.
    Più che sarto
    mi son fatto falegname.
    L'ho tagliato pensando a te,
    verniciato color dell'odio,
    adatto a tutte le tue stagioni
    da qui a sempre.
    Un vestito che non ti possa togliere mai,
    una bara dalla quale tu non possa uscire mai.
    Alexandre Cuissardes
    Composta giovedì 16 agosto 2012
    Vota la poesia: Commenta

      Finisce sempre male

      La prepotenza
      dell'ultimo arrivato
      si aggiunge a quella
      di chi bastardo
      è sempre stato.
      Cerca
      di stare da una parte
      il cittadino,
      farsi notare il meno che si può,
      giusto per pararsi il culo dai fetenti.
      Ma invano,
      è destino
      che a prenderlo in quel posto
      sia sempre il più "cretino".
      Alexandre Cuissardes
      Composta giovedì 16 agosto 2012
      Vota la poesia: Commenta

        pasta al pomodoro per due

        E adesso
        che facciamo,
        i gomiti sul tavolo
        sostengono il mento,
        i due piatti che ci aspettano,
        ormai freddi,
        gli occhi che guardano oltre,
        basta evitarsi.
        Io immagino
        di essere a cena da un'altra parte
        con qualcun altro.
        Tu,
        posso immaginare
        cosa immagini.
        È ciò che mi ricordi ogni giorno,
        con i tuoi schiaffi di lingua
        in faccia,
        Ti innamori di un uomo
        e sposi un fallimento,
        una bella fregatura.
        E dopo
        rabbia
        solo rabbia,
        con te,
        con me,
        spesso anche con i piatti.
        E ricorri alla tua cura,
        quelle bottiglie mezze piene
        nascoste ovunque,
        cosi nascoste bene
        che ormai
        quasi ci cammino sopra,
        non so se te ne freghi
        o se non te ne accorgi.
        Almeno tu
        un rimedio lo hai trovato,
        il male giusto
        per curare il male sbagliato.
        Io cerco ancora,
        ma non trovo nulla
        continuo a calpestare i vetri
        stando attento
        a non pestare i cocci.
        Alexandre Cuissardes
        Composta giovedì 16 agosto 2012
        Vota la poesia: Commenta

          Agosto al giardino

          Occupo il mio spazio,
          qui davanti a voi
          voi che giocate nel giardino,
          vi abbracciate sulle panchine.
          Voi che gridate
          perché avete il fiato,
          che cantate
          perché avete note in testa.
          Osservo i battiti della vostra vita,
          come da un vostro gesto
          nasca una parola,
          parola che vi rubo
          e metto nella mia scatola da viaggio.
          Al momento giusto ne farò una storia,
          per farmi compagnia.
          Alexandre Cuissardes
          Composta giovedì 16 agosto 2012
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di