Fatevi la carità

Non ha né un nome vero né un cognome di facciata.
Non ci sono foto di lei che corre.
Nessuno ricorda di averla mai vista camminare.
Non esce mai da quel suo cerchio finto.
Sta quasi sempre in piedi a reggersi la testa,
come se fosse il mondo.
Qualcuno un po' la copre se fa freddo
perché convinto che un suo starnuto
provocherebbe davvero un terremoto.
Solo di rado mette le mani in posa
e fa finta di suonare il suo violino
che manda suoni attraverso la sua bocca.
A chi le dice che non suona niente
lei gli risponde che è lui a non saper sentire.
Ha una parola per tutti senza mai parlare.
Legge le facce come fossero le mani,
ma non si rabbuia se vede il male
e non gioisce se vede la fortuna.
Sono degli altri,
non le sue.
Lascia a tutti il dubbio,
forse per farli ritornare
e magari lasciare qualcosa in quel piattino.
Alexandre Cuissardes
Composta sabato 14 novembre 2015
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    Il padre di tuo figlio

    Solo tuo padre continua a vederti come sei stato
    non come sei diventato.
    Lo salva dalla realtà
    il suo cuore ignorante.
    Gli luccicano gli occhi quando parla di come eri,
    ma lo fa al presente,
    come fosse oggi.
    Come se aver fermato il tuo tempo
    fosse l'unico modo per far continuare il suo.
    Che sia matto
    o faccia finta,
    o che abbia ragione lui,
    quando mi ascolto anche io sto meglio.
    Almeno per quanto dura il suo parlare
    ti vedo anch'io come ti vede lui.
    Ma è molto dura risvegliarsi.
    Alexandre Cuissardes
    Composta sabato 14 novembre 2015
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      Guardando intorno con gli occhi stanchi

      Passano gli anni.
      Da sempre non fanno altro.
      E da qualcuno si fermano,
      a custodirgli a lungo la vita.
      Da altri volano e catturano,
      portano via
      come aquile,
      lasciando corpi vuoti,
      quattro stracci a terra
      e poca memoria.
      Passano gli anni,
      si siedono nelle osterie
      ad aiutare chi beve a bere di più
      e schiantare,
      perché di anni ne sprechi meno
      e li lasci tornare al tempo.
      Provvederanno le aquile.
      Sì,
      passano gli anni,
      e quando sai che erano tanti
      sono già passati.
      E sono stati pochi,
      sono mancati i migliori.
      Sei un corpo vuoto.
      La tua aquila è arrivata.
      Alexandre Cuissardes
      Composta mercoledì 11 novembre 2015
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        Alle parole, con le scuse

        Arrivo ad un punto in cui devo buttarvi fuori,
        anche se so che mi pentirò,
        avrò ripensamenti.
        Adduco mille scuse
        per fare,
        non fare o rimandare.
        La confusione,
        la mancanza di spazio.
        Il doverlo fare e basta.
        Ma poi perché.
        Io non lo so.
        O forse sì,
        è come un vomito liberatorio.
        E dopo vedere il vuoto
        dove prima c'era qualcosa
        che per quanto fosse poca o tanta
        era sempre troppo.
        Ma era un vomito,
        rimane il puzzo.
        Alexandre Cuissardes
        Composta mercoledì 11 novembre 2015
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          Bella di ieri

          Si regge col filo di perle che le esce dal cuore spezzato.
          Spezzato da un uomo che lei racconta come molto lontano negli anni.
          Ma la versione del cuore è diversa.
          Ha un bracciale a catena
          lasciato dall'ultimo amante che le ha accarezzato il seno.
          Dono dell'amore eterno di una notte.
          Così dice lei.
          Il rispetto del prezzo pattuito,
          racconta il bracciale.
          Parla come se fosse ancora in teatro,
          anche davanti allo specchio.
          Si piace o si odia,
          a seconda dei giorni
          o di come è stato il suo giorno passato,
          dalla sera alla notte.
          Le capita di pensare ad alta voce
          a quanta della sua vita ha passato distesa
          non per riposo,
          e neppure per piacere.
          Quando accade si siede,
          chiude gli occhi e si accarezza il corpo di un'altra.
          Alexandre Cuissardes
          Composta sabato 24 ottobre 2015
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