il finale ?

Or che tutto è alla deriva,
c'è chi scappa,
chi si sfila,
molti prendono le distanze
dalle antiche militanze.
Il mestiere che più rende
è accusare l'altra gente
-loro han fatto, loro han detto,
ero l'unico perfetto-,
ma nessuno più li crede.
La pazienza è ormai finita,
tutti han voglia di menare,
a tutti prudon mani e dita.
Alexandre Cuissardes
Composta domenica 28 ottobre 2012
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    Il postino sognante

    all'indirizzo che avevo io
    niente e nessuno.
    La cartolina era vecchia,
    come la mano che me l'aveva data da consegnare,
    forse anteguerra,
    ma come giudicare,
    siamo anteguerra da sempre.
    O quel posto
    esisteva soltanto per chi aveva scritto la cartolina
    oppure voleva che lì venisse costruito qualcosa a suo nome
    ma chi aveva scritto?
    Il nome era il mio,
    ma io non avevo scritto
    e non avevo autorizzato il mio nome a scriversi da solo,
    mi sedetti a riflettere
    con la cartolina in mano,
    senza rendermene conto
    avevo costruito il posto.
    Alexandre Cuissardes
    Composta domenica 28 ottobre 2012
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      Una riflessione e tardiva

      Chissà cosa e come avrei scritto
      se non avessi avuto una vita così difficile,
      forse avrei scritto meglio,
      cose più sorridenti,
      o forse non avrei scritto niente,
      certo è che qualunque cosa sarebbe stata meglio che non dover scrivere come ho scritto e scrivo,
      e soprattutto perché lo scrivo.
      Alexandre Cuissardes
      Composta sabato 20 ottobre 2012
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        bentornata a casa

        È arrivata la notizia
        che è scappata la giustizia,
        qui nessuno l'ha più vista,
        ormai tutti l'han scordata,
        né rimpianta
        né cercata,
        chi ha ragione se la prende,
        chi è nel torto se ne pente,
        danni,
        liti,
        controversie,
        son risolti dai più saggi,
        scelti a sorte tra i migliori,
        tempi brevi,
        esiti giusti,
        più nessuno si lamenta,
        il diritto adesso è certo,
        la giustizia finalmente
        è tornata fra la gente.
        Alexandre Cuissardes
        Composta sabato 20 ottobre 2012
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          L'occhio sul tavolo, l'orecchio alla finestra

          Un tavolino nobilitato a scrittoio,
          uno spazio minimo
          dove ho raccolto le mie "cose per adesso",
          tre penne stilografiche,
          una sveglia,
          due libri,
          tanti fogli bianchi,
          un paio di occhiali rotti,
          due candele.
          Danno vita a questo mio ultimo pezzo di mondo rimasto.
          Giù in basso scorre una giornata banale,
          una voce che urla racconta ancora una volta di una "vacanza indimenticabile",
          i dettagli sul cibo "come a casa",
          sul vino "buono e forte",
          sul tempo "volato.
          I clacson che suonano
          sembra lo facciano per dirgli di tacere,
          non per" incazzatura da traffico"
          oppongo ai troppi rumori
          un inutile fragile muro,
          ed il gracchiare del pennino sul foglio.
          Alexandre Cuissardes
          Composta sabato 20 ottobre 2012
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