Poesie di Alexandre Cuissardes
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Tutto organizzato
si avvicinan le vacanze
ed il popolo ossequiante
ha deciso di donare
alla classe dirigente
come segno di rispetto
un periodo di riposo.
E' un regalo che vien fatto
con il cuore dalla gente,
una offerta di viaggi
molto ben organizzati.
C'è la scelta fra passare
sette giorni in equitalia
a far pratica d' ufficio,
nel salone fra la gente.
O sette giorni in una piazza
fra chi pena per campare
e non crede più a nessuno
e non ha niente per sperare.
O sette gite organizzate
in un pò di cimiteri
dove stanno i suicidati
a riposo sotto terra
e magari proprio quando
c'è la visita parenti.
O sette giorni in tribunale
con una causa da sbrogliare.
O sette giorni in un ufficio
a girarsi un po' le dita
e pensare un poco a chi
pagherebbe per star lì
tutto il giorno a lavorare .
O sette giorni su quei treni
tutti senza controllori
dove chi paga il biglietto
è guardato con sospetto.
Tutto questo a loro scelta,
tutto incluso
nessun extra
da pagare.
C' è una sola condizione,
il menu è vegetariano,
tutto offerto dalla gente,
pranzo e cena con verdure
prese al volo da chi lancia.
Ed acqua pura di acquedotto
dritta in faccia con il secchio.
Perso o rubato?
Mi sono frugato in tasca
ma non l'ho trovato.
Mi sono toccato il viso
ma non c'era,
e neppure intorno a me
sui passi fatti e rifatti.
Mi era stato rubato.
Poi ne ho sentito il rumore,
stava arrivando
ma non era più quello di prima
lo avevano trasformato in una sguaiata risata,
il mio sorriso rubato.
È rimasta un po' di colla
dalla grande produzione
per tenere appiccicati
tanti culi alle poltrone.
Con la colla che è rimasta
han cercato di incollare
ciò che resta del paese,
e il miracolo è avvenuto.
Tutte uguali le richieste,
è tornata l'unità,
nord e sud tutti insieme,
dopo centocinquant'anni,
tutti contro chi fa danni.
È oggi
Alla madre
moglie di un cattivo marito,
alla madre del condannato,
alla madre del figlio fuggito.
A quella di chi ha fatto troppi errori,
o ha pagato per gli errori degli altri.
Alla madre di chi non ha voce,
e di quello che parla troppo,
alla madre pentita
ed a quella mancata,
a quella ferita.
A quella di ieri
e quella di domani,
a quella che spera
e quella che si dispera.
Alla madre santa in cielo
ed a quella di calcutta.
Che oggi sia almeno un giorno come un'altro,
non peggiore.
E le scuse a mia madre in cielo,
per lo scrivere scarso dell'ultimo momento.
Il balzo
Abbiamo sempre osservato le stesse immagini
ma con sguardi diversi,
e non volevamo ammetterlo.
E le stesse parole che ascoltiamo
hanno per noi effetti diversi,
in me la riflessione
in te lo stimolo.
Non potevamo non precipitare,
ma il fondo l'ho toccato io,
da solo.
Tu ti sei salvata,
all'ultimo momento
l'io della conservazione è subentrato ad uno stanco noi
di coppia
e sei saltata dall'altra parte,
in tempo.