Le migliori poesie di Alessio Fabretti

Scrittore - Ricercatore, nato a Roma (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Alessio Fabretti

Lassù

Lassù nel palazzo antico
dietro le finestre in alto,
chiuse le imposte
mentre dormi sonni agitati
lentamente il tenue chiarore
penetra dalle fessure.
Rischiarando lambisce le tue mani
il tuo viso ed i
capelli sparsi sul cuscino.
Allora un raggio di sole
si fa largo e sfiora lievemente
i tuoi occhi di un alone
luminoso svegliandoti.
Allorché pieno il chiarore ormai
e di luce la tua stanza,
sei
Lassù,
ove, sola con i tuoi pensieri
soffri
ancora nel silenzio
mentre la notte trascorsa
rigirandoti tra le lenzuola
intrise del tuo profumo
non hanno dato quel
risultato in cui speravi
di calma e serenità.
Ferito il fisico e il Tuo Cuore
volgi lo sguardo al cielo
ed... una lacrima
riga il Tuo bel viso
allora penserai e...
ricorderai.
Alessio Fabretti
Composta mercoledì 14 gennaio 2009
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Alessio Fabretti

    Quanto vorrei

    Quanto vorrei, vederti
    ed è sempre come
    un arcobaleno senza fine.

    Quanto vorrei, che il desiderarti
    è sempre come il primo istante
    quale fuoco inestinguibile.

    Quanto vorrei, carezzare
    i tuoi capelli sì da sentirne
    il tessuto rimanere impigliato
    tra le dita quale
    "sole nascente".

    Quanto vorrei, correrti incontro
    e abbracciandoti gridare al
    mondo intero "ti amo".

    Quanto vorrei, che
    il mio leggero bacio sulle tue
    labbra ti comunicasse
    il mio immenso amore.

    Quanto vorrei, sfiorare
    con le dita il tuo ovale e
    le labbra tue, così che il
    mio silenzio ed il mio sguardo
    parlassero per me.

    Quanto vorrei, che le mie braccia
    ti cingessero sì da sentire
    il tuo alito su di me.

    Quanto vorrei, che le mani tue
    accarezzassero il mio viso,
    e in un abbraccio sentire
    il calore ed il profumo
    della tua pelle.

    Quanto vorrei...
    che le parole tue dicessero
    Quanto vorrei...
    sì da sentirsi mancare il respiro
    amor mio.
    Alessio Fabretti
    Composta venerdì 2 ottobre 2009
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Alessio Fabretti

      È Sera

      Cala la luce del giorno
      ed il nero mantello
      percorre velocemente
      le strade del mondo.

      È sera,
      ma i miei occhi stanchi
      vedono attraverso i tuoi.

      È sera,
      mentre trascorrono lenti
      i minuti che ci separano.

      È sera,
      e la solitudine alle volte
      sì cauta, si insinua
      nella mia mente.

      È sera.
      Tu non ci sei. Dove sei.
      Rispondi.

      È sera,
      e ti cerco continuamente
      per ogni angolo della Terra.

      È sera.
      Tutti nelle case. Si ode
      il tintinnio delle stoviglie,
      ma io son qui che aspetto.

      È sera.
      Ti aspetto come ogni sera che
      tu arrivi, col cuore in gola
      nell'attesa di rivederti e
      di riabbracciarti.

      È sera,
      e la notte è vicina.
      Ascolto il vento e
      le tue parole.

      È sera,
      quando dici
      "È Sera", desidererei
      viverla con te,
      la sera.
      Alessio Fabretti
      Composta domenica 11 ottobre 2009
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Alessio Fabretti

        Ricordi (2) - A te

        Il sole cala all'orizzonte in un barbaglio di luci multicolori incendiando il mare.
        Qui, ora, in questo istante, seduto sulla roccia, spuntone lavico freddo, ma tiepido della leggera calura serale, guardo lontano, percorrendo mille spazi e mille silenzi. Ora ascoltando la risacca che col suo lieve sciabordio lambisce i miei piedi stanchi del lungo cammino, ora rimirando gabbiani volteggiare alla ricerca di cibo e, come lasciarsi cullare dalle correnti ascensionali, che li reggono e li sospingono senza il battere delle ali.
        Lieve l'alito del vento accarezza il mio viso.
        Lieve è il sussurro che avverto nel silenzio immenso, eppure è lì vicino.
        Il mio sguardo perduto nel tempo, ascolto le parole e gli odori che mi parlano e mi portano lontano.
        Penso, in questa serata tiepida che mi avvolge, e sento il battito di un cuore che ha ripreso lentamente a pulsare. Lentamente, ma è vivo. Lontana una vela torna a riva, in un porto sicuro, i giorni lontani, tristi forse, volgono al termine. Il tempo è passato, ora è presente e osservo i calzari e il mio mantello. La sera avanza e la brezza del maestrale scioglie il tepore appena e, leggero, percorre un brivido la mia schiena, è tempo di andare. Sothis mi indica la via, ma non penso alla schauabti che racchiuderà i miei resti per sempre, ma penso che la terra un giorno raccoglierà le mie sembianze se mai.
        Ora tu sei presente, ti ho aspettato per tanto tempo. Tanto tempo è passato e, quando ti ho vista ho riconosciuto il tuo sguardo.
        I miei ricordi erano presenti. "La vedrai e la riconoscerai", mentre immensi spazi ci dividevano. Tu sei, ora e sempre. Le stelle occhieggiano lontane. Maat guida il mio pensiero, riprendo il bastone che ora mi sorregge vieppiù e, torno a bussare alla tua porta.
        Alessio Fabretti
        Composta mercoledì 18 febbraio 2009
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Alessio Fabretti

          Ieri sera

          La sera s'avanza
          lenta, quando il sole
          stanco si tuffa nell'oceano
          lontano ad Ovest
          in mille vapori fumanti.
          Allora guardo la mia figura
          riflessa nell'acqua,
          i miei calzari
          il mio mantello polveroso.
          Tornando sui miei passi
          lasciando il mare
          il mio cuore trema
          guardando una scritta

          "Perché non sei qui stasera?"

          E ti cerco per le strade
          nei volti dei passanti.
          Poggio la mano sorreggendomi,
          il respiro mi manca,
          chiudo gli occhi e...
          vedo attraverso i tuoi.

          Mani sollevano il capo,
          pietose, ed il selciato tiepido
          attraversa le mie ossa.
          Chini i visi, lieve il bisbigliare.
          Una mano accarezza
          il mio volto rigato e stanco.
          Cerco nella memoria.
          Le Tue mani sfiorano lievi
          i miei occhi tergendoli
          allora... ti guardo
          mentre una pace profonda mi prende,
          m'invade.
          La bocca arida sussurra
          sei... tu...
          ed una fresca rugiada
          bagna le mie labbra
          da tanto tempo inaridite
          sei... tu...
          mentre il respiro m'abbandona.
          Alessio Fabretti
          Composta domenica 10 febbraio 2008
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di