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Poesie di Alessia De Santis

Nato (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.

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Luciano

Eccoti.
Stai costruendo una scultura,
accovacciato sulla sabbia.
Il mare ti arruffa i capelli.
Il sole, dopo aver spruzzato
sul tuo viso mille lentiggini,
li fa splendere del color dell'oro.
Ti giri, pensoso.
Hai otto anni e cerchi
di capire tutto e tutti.
Noi adulti non riusciamo
a capire te.
Ti alzi. Corri verso il mare
Gli gridi: "Sono un artista".
Poi felice inizi a giocare con le onde.
Le rincorri,
e, alla risacca,
da loro fuggi.
Io mi riempio d'amore
al sol guardarti.
Alessia De Santis
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    Deformata sembra allo specchio
    la mia immagine, or che consento
    ai pensieri di affiorare sul mio viso.

    Nuovi stimoli per questo amore cerco,
    ma con poca convinzione,
    perché non so quanto sia giusto
    che sia la ragione ed il grande affetto
    a governare la passione.

    È più sensato il moto di una nave
    che spedita procede
    sotto la salda guida del timoniere,
    o di chi dalla corrente si lascia cullare,
    alla deriva si lascia andare?

    Nel lento passare dei giorni
    cercherò l'agognata risposta.
    Nel mentre, ignava, un segno attendo.
    Alessia De Santis
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      Nell'ombra della selva nera
      sempre meno copre
      il fluttuante nivore
      di giovani membra
      ancora acerbe, inquiete, curiose.
      Frusciano le fronde,
      proteggono, avvolgono.
      Selvaggio è il desio
      nella scoperta
      dell'antico mistero.
      Alessia De Santis
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        Pura, fresca, bianca
        nasci.
        Come un fiocco
        di neve, lieve,
        scendi.

        Tra infantili cattiverie
        e adolescenziali delusioni,
        cresci.

        Adulta,
        travolta dalle quotidiane piccolezze,
        ti inaridisci.

        Or non più fiocco di neve sei,
        ma pozza di acqua torbida.

        Semplicemente
        hai vissuto.
        Alessia De Santis
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          Miseria

          Tra falsi lustrini,
          risate artificiali
          e ragazzi azzimati,
          tu beata sembri
          nel tuo sonno di vecchia.

          Per cuscino uno scalino,
          un marciapiede come giaciglio
          un ombrello come riparo,
          sul tuo fragile corpo ripiegata,
          dormi.

          Quanto la vita
          ti ha angariata?
          Perché nella sua opera
          è stata così forsennata?

          Dalla mia realtà dorata
          la tua miseria mi ha strappata.
          A chi devo esser grata
          per esser dal dolor,
          per ora, risparmiata?
          Alessia De Santis
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