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Poesie di Alessandro Palumbo

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La scheda di Alessandro Palumbo


poesia postata da: A. P., in Poesie (Poesie generazionali)

... Grazie

Il mio cuore è uno che ama le storie romantiche...
è un cuore alla vecchia maniera, un cuore matto pieno di passione
che ama le sfide.

Si fida di ciò che sente, della prima vista, della prima impressione.

Scommette su quello che prova e non ha paura di provarlo.

Ama gli sguardi di complicità, ama la gelosia e le paroline carine per placarla.

Ama i piccoli litigi perché poi viene la pace.

Ama l'amore...
e rimarrà così, perennemente alla ricerca di passione, ma non quella di una sera, di una settimana, di un mese... ma di quella che cresce e si trasforma giorno per giorno.

Maledettamente ottimista, fiducioso e sincero...
-- Alessandro Palumbo (scheda)
Composta
domenica 24 gennaio 2010
Dedica:
A te, piccola... che me l'hai fatto riscoprire.

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poesia postata da: A. P., in Poesie (Poesie generazionali)

Male non farà

Si ritrovò in una via.

Occhi di bimbo e iniziò a percorrerla.

Felice, spensierato, fiducioso.

Male non farà cantava Liga.
Male non farà credeva.

Tornò sui suoi passi.

Anche questa è vita.

Male non farà cantava Liga,
Male non farà credeva.
-- Alessandro Palumbo (scheda)
Composta
venerdì 22 maggio 2009
Riferimento:
L'amore che va...

poesia postata da: A. P., in Poesie (Poesie personali)

Vita

Morte, inizio e fine, ricordi.
Intensi, dolci, riflessivi.

Vita, paura, amore, speranza, ottimismo, presa di coscienza.

Momenti sprecati, attimi non valorizzati, parole mai dette, emozioni soffocate.

Ambizione, volere e potere.

Vivere intensamente, non rimpiangere niente, non rinnegare, non aver paura d'amare.

Parole e idee sono in grado di cambiare il mondo.

Così iniziò la nostra avventura... un momento, la paura...
Solo noi e le nostre anime, pure, immense.
Eravamo lì, in quel momento, in quella frazione di tempo.
Quell'attimo nuovo.
Il cielo e le stelle nostre, una calda brezza ci circondava di lieve tepore.
Il mare in lontananza... l'amarezza che avanza, il senso di vuoto, ricordi, accordi e discordi.
Chiuse gli occhi e non pensò più... succhiò la vita fino al midollo, vi si immerse totalmente, gustando il bello dell'attimo fuggente.

Natura fugace, imprevedibile, inafferrabile, inconcepibile, paurosamente meravigliosa.

Il nostro scorrere, divenire lento, troppo veloce per il tutto.

Passano minuti, oppure anni... e poi la vita ti risponde, e a volte sorprende.

Altre volte ti butta in basso, altra prospettiva, tutto diverso, cupo, offuscato da paure, delusioni, tremori.

Anche questo è vita.

Ritrovare sempre la forza. Adattarsi alle situazioni, arrampicarsi su pareti in pendenza mordendo l'essenza.

Dimostrare sempre, e ancora una volta che non tutto è perduto. Che non tutto è finito. Che non tutto è morto. Che tu sei qui, ora. Pronto a contribuire a questo potente spettacolo.

Risalire, alzarsi in piedi. Gridare. Piangere. Comprendere. Sorridere. E piangere.

Andare avanti, allontanarsi, guardare l'insieme. Cosa vedi?

Musica.

Vedo musica.

Ascolto il cuore... ma il cuore non parla più, è stanco, amareggiato, illuso, è ribelle, incazzato, controcorrente. È lui. Non è voi, è lui.

Ideologie di massa, stereotipi da valorizzare, conformismo consumista, potere ai potenti, denaro veritiero...

Voi siete pazzi fratelli...

Non vi accorgete della bellezza della semplicità?

Non fissate anche voi l'orizzonte?

La vita. Com'è piena la vita.
-- Alessandro Palumbo (scheda)
Composta
giovedì 24 dicembre 2009

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