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Poesie di Alessandro Lemucchi

Scrivere, nato mercoledì 13 aprile 1955 a Tivoli (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Alessandro Lemucchi

E' dunque questa la morte

Le tempie incanutite
nel silenzio la folta chioma
ha solo bianche striature ingiallite
incatenate a un esistenza monocroma
fremono le membra indebolite.
Giorni immutabili
il tempo scorre tiranno
affossa speranze defili
di sogni che sole non avranno.
Un pensier m'assale
ribelle e scalpitante
avanza irrazionale
luce accecante
della memoria antica s'avvale.
È questa dunque la morte
per quanto si cerchi con insistenza
è sempre Lei a decidere la sorte.
Arcano il suo disegno
disseminato di sentieri contorti
a cui senza capir non mi rassegno
i suoi insegnamenti voglio assorti
per trarre risposte cui abbisogno.
Tre volte ha rimandato
il fatale incontro
a dubbio atroce fui condannato
della solitudine ho fatto antro.
A scontar di vite passate le malefatte
vuole ancor su questa terra io sia
e all'alma l'immonde azioni detratte
al fin dell'universo comprender poesia.
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    Scritta da: Alessandro Lemucchi

    Il nettare di Odino

    Quando il seme infuso
    dal putto alato
    all'odio è consacrato
    è il cor di fiele effuso.
    Come erba maligna
    rabbia e rancore
    nella mente alligna
    di turpi pensieri evocatore.
    L'alma del dolce sentimento defraudata
    senza respiro alcuno
    da lame di fuoco è trucidata
    e fede non avrà più pe veruno.
    Nel sacro nettare di Odino
    affoga la disperazione
    sperando i calici il dolor avvezzino
    e dal liquido ambrato cerca alienazione.
    A Cronos che tutto ingoia
    del tormento faccia suo pasto
    affinché l'essere non muoia
    e all'astio nuovo amor opposto.
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      Scritta da: Alessandro Lemucchi

      Epitaffio

      Libero lo spirto aleggia
      della corporea catena privo
      simil a spettator nella loggia
      all'ignara mente epitaffio iscrivo.
      Scellerata fu la vita
      dall'altrui pensier giudicata
      che dell'idea sua non avean percetto
      pe la diversitade d'intelletto.
      L'amor gentil egli bramava
      la sorte pe deletto donna infida
      al fianco pose
      che nella mente e nel cor arida
      sentimento falso corrispose
      e nel sacro vincolo impalmava.
      Falcone schiavo in gabbia
      all'ordine suo confacea
      preda inerme della fobia dell'ubbia.
      L'essenza ribelle
      al fin premea
      dal giogo svelle
      e l'aurea di novello ardor rilucea.
      È di questa rimembranza
      alle generazioni future voglio lasciare
      affinché non abbiano a sopportare
      pena pe l'altrui ignoranza.
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        Scritta da: Alessandro Lemucchi

        E della morte

        Se cotanta vita
        è su menzogna antica costruita
        la morte compagna sia.
        Ignito spiro l'alma arde
        psiche insania
        dal pensier discorde
        il cor schernia.
        Angoscioso il tormento
        dell'irreale sogno
        trae godimento
        e dall'esistenza repugno.
        Nella nera melma
        l'ego si dibatte
        è eterea salma
        e l'oscuro male non più combatte.
        Lenimento dal non essere trova
        dono supremo è l'unione
        nell'eterna alcova
        che dell'umana vicenda è conclusione.
        Libero nell'universo
        senza più catene
        l'oceano del tempo attraverso
        e all'intelletto tutto chiar diviene.
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          Scritta da: Alessandro Lemucchi

          Il senz'anima

          Sire senza corte
          astuto e furtivo
          si aggira nella notte
          sete ancestrale deve placare.
          Amore malato
          ultimo palpito di cor ha rubato
          involucro con angeliche fattezze
          senza respiro ha lasciato.
          Il vuoto dello spirito
          ormai lontano
          è riempito dal rosso nettare
          che della vita
          dei poveri mortali
          è lor sostegno.
          Anime perverse
          dell'umana stirpe
          nella notte anelano al piacere
          in nome del quale
          scelleratezze nefande consumano.
          Il senz'anima
          conosce i più oscuri segreti
          plagia spirito e mente
          pronto a soddisfare
          il più ambito desiderio
          l'eterna giovinezza.
          , Oltre al dono la condanna
          facce della stessa medaglia
          un eterno vagare nel buio
          nella perenne ricerca
          di altre anime da irretire.
          Composta martedì 11 marzo 2014
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