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Poesie di Alessandro Lemucchi

Scrivere, nato mercoledì 13 aprile 1955 a Tivoli (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Alessandro Lemucchi

Mamma li turchi

È ‘na cosa che se dicea ‘na vorta tanto tempo fa.
Er surtano a li giudichi dice che stanno a sbajà
e che er fijo in Italia a studià a da tornà.
Semo proprio ridotti male se ar maomettano
permettemo de criticàcce a casa nostra.
Io je vojo di ‘na cosa si li giudichi l’hanno indagato
quar’cosa er regal rampolo ha combinato.
Er surtano se svejato
e cor ricatto a noi l’urtimatum a dato
a li sudditi sua dovemo aprì le frontiere
altrimenti li barconi de migranti arriveno a schiere.
È si perché mo ce staranno puro li dissidenti turchi
a fa aumentà li sbarchi.
Nu basteno quelli che c’annamo a pià ‘n mezzo ar mare
che a guardà li video che se fanno quanno vedeno ‘na nave
co li serfi co la “V” de vittoria nella mano ben arzata
a dicce “Ao semo arivati, semo li mejo”.
Se credeno che tutto je dovuto
e se je dicemo quar cosa che nu je sta bene,
st’ommini che so l’urtimo anello de congiunzione
tra li primati e l’omo, che mancava, co tanta superba presunzione
quanno ‘n poro ferroviere je chiede er bigljetto
lo massacreno de botte, anche si è piccolo e magretto.
Regà sapete di chi è la corpa de tutto questo
de li bonisti che c’avemo a capo, e che detesto.
Ora dentro casa c’avemo pure quella che se crede Madre Teresa
quella però era ‘na Santa donna
che ‘nvece de stassene dentro ar convento a dì er rosario
s’è rimboccata le maniche e è partita senza gnente
pe’ aiutà li poveracci all’artro capo der monno.
Pe’ n’inciucio la signora s’è seduta su ‘no scranno
e da maomettana se vestita pur di non contradirli,
e li crocifissi da le scole vole toje pe’ nu non offendeli.
Tradizioni antiche vo leva
e alle radici nostre n’antro vorto je vo’ da.
Je piace lo stile de vita de li migranti
dice che ce porteno cultura
e saranno la faccia de l’Italia futura.
Lei va cantando che li dovemo accoje
perché scappeno da la guera
ma si te fai du carcoli so più omini quelli che ariveno
quar’cosa nu torna loro scappeno
e lasceno moje e fiji sotto a ‘n treno.
È ‘nutile rimuginà su ste cose
tanto se nu se svejamo
l’Italia nostra a puttane v’iè mannata
e fra qua’ anno a Roma se parlerà solo er nigeriano.
Li poveri italiani so diventato ‘n peso pe lo stato
e stanno aspettà solo che se moreno
e così ce potranno dì che c’aveveno ragione loro
che sti migranti so ‘na risorsa
e che l’Italia e ‘na nazione ormai trascorza.
Tutto questo ce dovemo ritrovà
pe’ una che je piace er maometano
e pe corpa ‘n bambino un po’ cretino
che quanno l’Europa je dice zitto e bono
trova ‘ncatuccio pe annasse a nasconnà
‘ndo le ferite de l’orgoglio se pò leccà.
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    Scritta da: Alessandro Lemucchi

    Specchio di vita

    Avvolto nella rossa tunica
    dell'oblio consegno
    l'anima al demone oscuro
    che con nere lame di basalto
    uccide l'ultimo
    barlume d'amore.
    Nuvole tenebrose
    sull'orizzonte del fato
    foriere di speranza perduta
    cuore imprigionato
    nello specchio della vita
    ridotto in mille pezzi
    sparsi nel lago
    dei sogni infranti.
    Nessuna voce
    nessun canto
    sulle ali del vento
    e nel silenzio solo
    le urla di un'anima trafitta.
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      Scritta da: Alessandro Lemucchi

      Cuore perduto

      Una bottiglia vuota
      ai piedi del divano
      nascondo nel suo fondo
      un'anima travagliata
      lacerata dalla rabbia.
      Cuore ghiacciato
      liquido ambrato
      dispensatore di effimere illusioni.
      Visioni appannate
      momenti mancati
      occasioni perdute.
      Lacrime amare
      versate in silenzio
      euforia isterica.
      Stretta al petto
      quest'ultima muta compagna
      non giudica.
      Io schiavo
      ubbidiente al suo richiamo.
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        Scritta da: Alessandro Lemucchi

        Chi sono

        Chi sono io
        anima tormentata o brezza leggera
        che dolcemente sfiora le cime degli alberi.
        Chi sono io
        oscura ombra notturna
        o stella nascente a prima sera.
        Chi sono io
        stagno melmoso
        o spuma d'onda marina.
        Chi sono io,
        veleno mortale
        o nettare d'ambrosia.
        Chi sono io
        uomo che brama la morte
        o luminoso alito di vita.
        Io sono figlio
        dell'aria
        dell'acqua
        della terra
        del fuoco.
        Io sono atomo ed energia.
        Io sono l'universo
        tetro vuoto e astro splendente.
        Io sono in equilibrio,
        tra oscurità e luce
        e in questo eterno conflitto.
        Io sono
        perché esisto.
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          Scritta da: Alessandro Lemucchi

          Emozione di un respiro

          Un respiro carico
          di emozioni veleggia empirico
          nell'aria gabbiano solitario
          nel teorema cerca il suo corollario.
          L'essere crea vivida illusione
          sensazioni e passione
          fondono corpo e anima
          unico pensiero non si deprima.
          Lo spirito brucia la carne
          nelle vene caldo e bollente
          l'erotismo brama diuturne
          immagini della mente.
          Vellutate carezze
          sussurri e gemiti
          allontanano l'amarezze
          che al sogno ghermiti.
          Rompono il silenzio
          dell'alcova
          dissolve del cuore l'artifizio
          dall'onirico realtà innova.
          Nulla più conta
          l'estasi repressa
          nei sussulti allenta
          il ventre sconquassa.
          Inonda con calda marea.
          Visione dell'Io scultorea.
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