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Poesie di Alessandro Borghesi

Nato domenica 14 agosto 1988 a Roma (Italia)

Scritta da: Alessandro Borghesi

Falsa

Suggestione o pazzia,
si stenta a credere
eppure... tangibile il fatto è

L'immagine del gesto losco tuo
spazzato via un lustro mio
disumana sarà la conseguenza

Giullare o poeta,
a te spettava la scelta del giorno
brutta stronza...

L'animo inviperito
gremito di termini censurabili
alimenterei il veleno tuo

Deliziati dell'ipocrisia tua
la parabola di bugie tue goditi
assai prendere per il culo... ti piace!

Il Perdono mio non avrai,
rimossa con tanto piacere nel pensier
bruciare nell'indifferenza tu possa

La strada mia prenderò
conscio e sorridente
senza le frottole tue ascoltar

Alleati fedeli ritrovati ho
la sensibilità mia sostengono,
difetti inclusi...

Con loro ricco il cuore mio è
sani principi inondano per me
la figura mia in vigore lo è

Ultimi i versi per te saranno
tu ignobile piccola persona
convinta dell'egoismo sei

Addio... capito niente di me hai.
Alessandro Borghesi
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    Scritta da: Alessandro Borghesi

    Sentimenti

    Un sogno sembra di vivere
    eppure tutto ciò è vero e lo percepisco
    il cuore mi scoppia

    Traboccano e fanno a botte
    una medicina per la solitudine
    brilla la mente

    Prigionieri e poltroni
    rimasti chiusi nella bicocca
    ora pronti a sbocciare

    La tua sensibilità vorrei
    studiarla per risolvere
    l'arcano di questo stato d'animo

    Proteggerti dalla sofferenza potrei
    anche a costo di ricadere nel passato
    pur di vederti felice

    Parole da esternare non ne ho
    le più belle e profonde
    le conservi nella tua sincerità

    Il destino tanto ringrazio
    per averti incontrato
    nel tragitto della Vita

    Fonderei quel che provo
    per saldare il nostro legame
    al fine di renderlo unico e straordinario.
    Alessandro Borghesi
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      Scritta da: Alessandro Borghesi

      Io dico no

      Sembrava una serata come tante
      nell'estate romana dove una giovane ragazza
      inconsapevole e gioiosa assaporava i piaceri spensierati
      insieme alla sua combriccola.

      S'avvia verso casa
      col passo ancora acerbo e... assonnata vien fermata,
      da un suo coetaneo, in modo carino e gentile
      chiese una fresca sigaretta, la giovane accenna ad un si
      non capendo di aver fatto un irreversibile errore...

      Arrivò alle sue spalle,
      con l'aiuto del coetaneo la bloccarono...
      trascinata via con forza in un angolo di Roma buia, corrotta e angusta
      ove nessun viandante ha udito nulla

      Tentò di lanciare dei disperati aiuti
      il suo sforzo invano fu,
      stava per iniziare il più brutto film
      partorito da due menti sbandate.

      Seviziata, minacciata, spogliata...
      fu l'oggetto del loro desiderio, le sue lacrime di paura,
      le urla senz'aria, l'invisibile sangue che ricopriva la pelle
      l'umiliazione, schernita da gratuite offese
      mentre l'altro garzone registrava la giubilare scena

      il film senza una durata prefissata finì
      e per i due orchi l'ora di scappare è giunta,
      soddisfatti improvvisarono una corsa...
      svanirono senza lasciare rumore.

      Inerme, violata nell'anima
      non ha più forza, non ha più calore,
      non ha più il sorriso, non ha più la giovinezza
      rovinata per sempre... perse i sensi.

      In un caldo letto d'ospedale
      si risvegliò circondata dai genitori e qualche amico
      tante domande gli furono fatte ma lei... era troppo fragile
      e sconvolta per dargli peso, la sua mente era lontana
      muta era... la sua miglior risposta.

      Nel frattempo i talk-show
      erano sul "pezzo" con ospiti di dubbio gusto,
      sparlando con discorsi pieni di cliché santificando i due mascalzoni,
      per la povera ragazza un terribile gioco al massacro gli fu riservato...

      il goloso filmato trasmesso fu,
      disgraziatamente montato ad arte per snaturare la verità
      e far passare la ragazza in una poco di buono,
      coscienziosa della bravata fatta... colpo di grazia!

      Le chiacchiere passavano di mano in mano
      fino a giungere all'ospedale da lei... fu troppo il peso,
      così nel mezzo della notte una finestra l'aspettava,
      con coraggio prese il volo... in quell'istante provò la felicità...

      straziante il dolore dei propri cari fu,
      la loro principessa morta due volte
      riversa nel cortile con il viso sorridente volto verso l'immensità
      e una lacrima mai scesa... quanti sogni potevi realizzare,
      quante cose potevi fare.

      Io dico... no!

      Non mi sento parte di questa società di merda
      dove il popolo bue ha di avere la verità in tasca
      ascoltata da quattro pezzenti che stanno in tv
      a dare la caccia alle streghe e magari fare la morale altrui
      quando sono loro stessi ad essere sporchi e cattivi.

      La vittima si trasforma nel condannato a morte,
      i bastardi in eroi da celebrare a festa e... ciliegina sulla torta
      farsi giustificare dal popolino il loro gesto
      come tentazione portata a compimento dal capriccioso demonio.

      Malata la società è...
      non esistono più i sani valori
      non esiste più il rispetto
      non esiste più un briciolo di ragione
      non esiste.

      Figli di buona donna,
      non basterà il vostro perdono a farvi star bene con voi stessi
      la vostra coscienza non sarà mai pulita,
      sarete dannati di quel rimorso che accompagnerà la vostra esistenza...
      non meritate il mio rispetto né ora né mai.
      Alessandro Borghesi
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        Scritta da: Alessandro Borghesi

        Confessione

        Travolgente afa
        in solitaria cammini
        in questa notte di luglio

        insonne è il pensiero
        sommerso da piccole...
        minuscole stille saline

        soffocante rumore di ricordi
        diventano padroni
        di un desiderio mai morto

        impaziente ragazzo...
        attento ascoltatore
        di musica immortale

        amare son le emozioni,
        corrono in un battito
        dell'incoscienza giovinezza

        covare nell'anima
        lustri rimpianti
        di un crescente ardore

        infame... timidezza
        dove presi le mie parole
        per rinchiuderle nello scrigno

        ora sono un uomo...
        libero di raccontare...
        una storia senza fine
        dove nessuno potrà giudicare i sentimenti...
        dove nessuno mi impedirà di gridare...
        il bene che provo per te
        saldo in quest'anima finché
        il mio cuore non emetterà l'ultimo battito dell'amicizia.
        Alessandro Borghesi
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          Scritta da: Alessandro Borghesi

          Pensieri di madre

          Foglie d'autunno,
          l'imbrunire di un giorno,
          la carezza di un soffione,
          l'odore di un respiro materno.

          Sensazioni uniche
          chiuse in un cassetto
          dell'infelice passato.

          Piccolo mio,
          l'anima del mio grembo
          vagabonda insieme a te
          ad inseguire il volgere del destino.

          Principe d'intimi segreti
          crescevi avvolto in un fascio di poesia,
          le cui parole sprigionavano sogni di gioia.

          Scrivo nella carta
          con la penna della rabbia
          queste lettere di dolore
          bagnate da lacrime di stelle.

          Non ho più fiato per urlare
          Non ho più pensieri per ricordare
          Non ho più te...
          Alessandro Borghesi
          Composta lunedì 22 ottobre 2012
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