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Poesie di Alessandro Bonfanti

Studente, nato giovedì 7 dicembre 1989 a Desio (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Alessandro Bonfanti

Dopo un attimo di sottile violenza

Accarezzo, fuggo, poi trovo la mia inquietudine.
Scopro, così ingenuamente, la labile umana natura
un'altra volta inaspettatamente.
Credevo già di conoscerla in me;
ora so che il sapersi difeso
dalle strade che affrontiamo ogni giorno
fuori e dentro di noi
è irrinunciabile desiderio
di ogni respiro
su ogni lembo di questo mondo.
E fra le foglie che cadono tiepide
ed invisibili nuoto in questa città
mentre il traffico copre De Andrè,
mentre la musica copre l'urgenza di stringerti
e si affaccia sul mio bisogno di comprendermi.
Ogni riva e spiaggia caotica
è isolata di mare
Ogni mio sguardo è una ricerca di boa,
ogni bracciata è il mio onore rimasto
nel lottare contro ogni onda
che mi separa da te.
Composta mercoledì 18 maggio 2011
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    Scritta da: Alessandro Bonfanti

    Life in Pacman's world

    Ingordamente mastichiamo palline dorate
    troppo uguali a noi.
    Unica aspirazione è la carneficina di noi tali
    per scappare da fantasmi che non vogliamo sfidare.
    In attesa del doping che li sconfiggerà sediamo la nostra solitudine
    ingurgitando i sogni dei nostri simili in una corsa apatica
    verso il mito dell'invulnerabilità.
    Ma la gabbia è labile e la sopraffazione dei nostri nemici sterile;
    riaffiorano là dove li avevamo lasciati
    sempre più sicuri di averci ogni volta
    che un'altra pallina scompare.
    E quando il vuoto è compiuto
    rimaniamo noi,
    un tempo predatori,
    ora predati in uno stupido livello ricorsivo.
    In cui non vi sarà vincitore finché non vivremo da pari,
    prima che il deserto sia steso.
    Composta sabato 14 maggio 2011
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      Scritta da: Alessandro Bonfanti

      Non una parola voglio dirti

      Abbaiano i miei pensieri,
      pretendono attenzione fuori dai vetri
      appannati dall'inverno,
      mi chiedono ancora di scappare
      via con loro.
      E con loro scappo
      lasciando un letto sfatto
      e tante cose da finire od iniziare;
      ma l'ora del tè quest'oggi
      ha le labbra bagnate dalla vivacità
      d'uno spicchio d'arancia
      che dissolve la realtà.
      Vengo a prenderti in silenzio,
      so che ti troverò dove l'acqua del mare
      ama la sua spiaggia
      tiepida di sale.
      Sei voltato di spalle
      mentre la tua camicia si gonfia di vento
      come una vela che ti porti affianco a me.
      Non una parola voglio dirti con la bocca;
      solo vorrei che mi seguissi
      su una vespa fra le vecchie statali
      ancora italiane.
      Là saprò di essere ancora vero
      e lascerò curva dopo curva
      tutti i miei sbagli,
      le mie paure e la pigrizia
      mentre l'aria solleticherà
      la nostra voglia di stare assieme.
      Ecco dove volevo portarti:
      In questo castagneto dimenticato
      dove i ricci hanno cullato
      per molto tempo i loro frutti.
      Qui mi prenderò cura di te
      finché il risveglio
      strapperà questa poesia.
      Composta domenica 21 novembre 2010
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        Scritta da: Alessandro Bonfanti

        Fra due bottiglie

        Quando inizio a guardare fuori dal fondo
        di questa bottiglia evaporata
        dalla gola di questo sogno
        vedo persone così diritte da essere storte,
        vedo un mondo troppo alieno per questo cuore di plastica,
        vedo un mondo troppo simile a me.
        Stasera non ha più senso ballare questa danza;
        stasera voglio ordinare un altra bottiglia
        e sbronzarmi d'egoismo.
        Questa è la sera giusta
        per strappare questa pelle ormai coriacea
        di ciò che forse non sono mai stato;
        il momento giusto per sapere
        di quale rosso è il mio sangue.
        Un altro sorso voglio avere
        per spettinarmi davanti al mondo,
        almeno un altro ancora
        per spettinarmi davanti a me.
        Voglio guardarmi in faccia ora
        ma non trovo nessuno specchio
        e non mi fido della gente
        che sia troppo sobria di questa bottiglia.
        Oste quando questo vetro sarà vuoto
        accetterò il conto e forse lo salderò
        ma le luci sono ancora mute
        perché veda anche da questo fondo.
        Un goccio approvo,
        un altro disprezzo
        questo liquido melenso che mi bagna le labbra.
        Qualcuno vuole bere con me?
        Offro un altro giro di questa oscena bevanda
        che quest'oggi va tanto di moda.
        Adesso le luci si fanno più vaghe
        si spegne veloce anche questa euforia;
        non ve ne abbiate ma forse ho mentito
        son troppo stanco per fare i conti stasera.
        Fradicio e sbronzo nel letto cadrò
        non voglio più bere da nessuna bottiglia
        vorrei solo svegliarmi trovandoti là.
        Composta giovedì 30 settembre 2010
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          Scritta da: Alessandro Bonfanti

          Poesia del risveglio

          L'anima del buio
          lascia i suoi brulichii di silenzio
          ai primi petali di luce che rimbalzano
          sull'erba spiegazzata dal ricordo del nostro corpo.
          Fra queste coperte calde la brezza fresca
          spettina il letargo della mia vita
          e si scontra con lo scirocco tiepido del tuo respiro,
          mentre ancora non sei sveglio,
          io godo di questo spettacolo che con gli occhi non posso vedere
          ma che con l'anima voglio annusare.
          Io sento che in un suono ancestrale
          come quello di un cuore che batte,
          del tuo cuore che batte,
          l'uomo può ritrovare
          la fratellanza che secoli di avidità
          hanno sepolto con troppe scuse;
          io sento che fra la musica di questa terra
          che fa da corteccia ai suoni delle nostre labbra
          voglio ancora dare amore al mondo
          e a te.
          Composta domenica 12 settembre 2010
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