Scritta da: Edoardo Grimoldi

La fontana malata

Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch...
È giù,
nel cortile,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
Sentirla
tossire.
Tossisce,
tossisce,
un poco
si tace...
di nuovo.
Tossisce.
Mia povera
fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non getta
più nulla.
Si tace,
non s'ode
rumore
di sorta
che forse...
che forse
sia morta?
Orrore
Ah! No.
Rieccola,
ancora
tossisce,
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch...
La tisi
l'uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
tossire
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto...
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
correte,
chiudete
la fonte,
mi uccide
quel suo
eterno tossire!
Andate,
mettete
qualcosa
per farla
finire,
magari...
magari
morire.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più.
Mia povera
fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch...
Aldo Palazzeschi
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    Scritta da: Lucia Galasso

    A palazzo Oro Ror

    Nel cuor della notte, ogni notte,
    la veglia incomincia a palazzo Oro Ror.
    In riva allo stagno s'innalza il palazzo,
    soltanto lo stagno lo guarda perenne e lo specchia.

    Già lenta l'orchestra incomincia la danza,
    la notte è profonda.

    Comincian le dame che giungon da lungi,
    discendon silenti dai cocchi dorati.
    Dei ricchi broccati ricopron le dame,
    ricopron le vesti cosparse di gemme i ricchi broccati.

    Finestra non s'apre a palazzo Oro Ror,
    ma solo la porta, la sera, pel passo alle dame.
    In fila infinita si seguono i cocchi dorati,
    discendon le dame silenti ravvolte nei ricchi broccati.
    Lo stagno ne specchia l'entrata,
    e l'oro dei cocchi risplende nell'acqua estasiata.

    L'orchestra soltanto si sente.
    Si perde il vaghissimo suono
    confuso fra muover di serici manti.
    La veglia ora è piena.
    Di fuori più nulla.
    Silenzio.

    Un cocchio lucente ancora lontano risplende,
    s'appressa più ratto del vento
    e rapida scende la dama tardante.
    Se n'ode soltanto il leggero frusciare del serico manto.

    Il cocchio ora lento nell'ombra si perde.
    Aldo Palazzeschi
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      Scritta da: Lucia Galasso

      Cobò

      Chicchicchirichi!... Chicchicchirichi!...
      "Ecco il dì".
      Cantano i galli di Cobò.
      Il vecchio Cobò è sul suo letto che muore
      fra poche ore.
      Povero Cobò! Povero Cobò!
      Ciangottano i pappagalli.
      Addio Cobò! Addio Cobò!
      E le galline:
      cocococococococodè:
      "oggi è per te"
      cocococococococodè:
      "Cobò tocca a te".
      Le tortore piene di malinconia
      si sono radunate in un cantuccio:
      glu... glu... glu...
      "non ti vedremo più".
      I cani si aggirano mesti
      con la coda ciondoloni, mugolando:
      bau... bau... baubaubò:
      "addio papà Cobò".
      E i gatti miagolando:
      gnai... gnai... gnai... fufù
      "Mai... mai... mai più".
      E le cornacchie:
      gre gre gre gre
      "anche a te, anche a te".
      Fissando il capezzale
      la civetta
      veglia e aspetta.
      Aldo Palazzeschi
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